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il Senato discute di una legge, quella sul
legittimo sospetto, fatta su misura per
trasferire o addirittura annullare i processi a
carico di personaggi eccellenti, a cominciare da
Berlusconi. Ieri Berlusconi si è
autocandidato alla massima carica, che dovrebbe
essere prevista da una Costituzione riscritta con
l'impronta autoritaria del personalismo e del
plebiscitarismo. La sorpresa sarebbe fuori luogo.
Nessuno può essere pari all'uomo di Arcore che
è tremendamente disturbato dall'ingombrante
Carta del'48, della quale rifiuta principi
essenziali e architettura istituzionale. Per
questo da più di un anno fa approvare o tenta di
far approvare leggi incostituzionali, incontrando
qualche difficoltà perfino allinterno
della maggioranza. Incurante del balbettii
perplessi di alcuni del suoi moderati, vuole la
demolizione del sindacalismo autentico dei nostri
tempi, la sottomissione del lavoratori e della
magistratura. Ai suoi maggiori satelliti assicura
la legge razzista sullimmigrazione e
promette una confusionaria devoluzione,
paralizzando intanto limportante riforma
costituzionale realizzata dal centro-sinistra.
Si
è, di conseguenza, aperta uni stagione di lotte
popolari, sindacali e politiche a difesa della
democrazia e della dignità umana, che ha
rivelato a larghi strati di cittadini la natura
classista e autoritaria delle forze governanti.
Nell'ultimo anno è sempre più clamorosamente
emersa la specialità del fragoroso conflitto di
interessi che investe il presidente del
Consiglio, proprietario e controllore di quasi
tutto il sistema mass-mediatico e assolutamente
determinato a disconoscere l'esistenza di questo
conflitto. Sarebbe illusorio pensare che vi
saranno positivi mutamenti di rottura. Come è
scritto nel "manifesto degli intellettuali
per la Repubblica", siamo «di fronte al
rischio ormai reale di un'involuzione autoritaria».
Il
rilancio della soluzione presidenzialista è
chiaramente connotato: la Costituzione nata dalla
Resistenza sta stretta a Berlusconi, lo
imbriglia, non gli consente di "fare"!
Cosè questo Quirinale che incombe, che
consiglia, che richiama? Ha forse vinto le
elezioni? Cosè questa Magistratura
strapotente? Cosè questa "piazza"
di Cofferati? Altro che federalismo! E'
necessaria una drastica concentrazione di poteri
in una persona! Oggi si tocca in tutta la sua
concretezza il rischio insito nella soluzione
presidenzialista che i Comunisti italiani
denunciano da sempre. È auspicabile che ora non
si apra una disputa astratta sul tipo di riforma
costituzionale (per esempio presidenzialismo
francese, americano, ecc.) e che non ricomincino
le disquisizioni dei tempi della Bicamerale. Non
si tratta soltanto del solito annuncio di
Berlusconi per divagare e distrarre dalle
evidenti difficoltà e fallimenti del suo governo.
Cè la scelta di una delle strade che
conducono all'involuzione autoritaria o che la
consacrano. Il rischio reale si contrasta con una
risposta democratica forte, coerente, unitaria.
Si deve, per esempio, lottare seriamente perché
il messaggio del Presidente della Repubblica su
pluralismo e imparzialità dell'informazione non
cada nel nulla. La vera necessità democratica
sarebbe quella di una piena attuazione dei
principi della prima parte della Costituzione:
principi che la maggioranza calpesta
continuamente. Ora, per meglio sovvertirli, Il
Presidente del Consiglio vuole introdurre figure
istituzionale dirompenti rispetto al nostro
assetto democratico. Nessuno torni ad illudersi
che con queste destre sia possibile una qualsiasi
intesa.
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