PALESTINA: Sharon e il "melodramma" del ritiro dalla striscia di Gaza

Illegalità

di Maurizio Musolino

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 2 settembre 2005

 

Nei giorni che hanno seguito il Ferragosto abbiamo potuto assistere a quella che sicuramente sarà essere ricordata come una formidabile operazione di immagine. Infatti Sharon, complici i media di molti Paesi, è riuscito a trasformare il ritiro dei coloni da Gaza in una sua personale vittoria mediatica.

E così nel giro di qualche giorno insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale diventano simulacri di una identità che si vuole cancellare, coloni solitamente armati fino ai denti assumono le sembianze di messianici pacifisti, un esercito che in questi anni si è macchiato del crimine di aver ucciso bambini, donne e anziani, di aver distrutto case e sradicato alberi, diventa "l'esercito buono", difensore della legalità e del senso dello Stato. Ma non paghi di questo maquillage anche Ariel Sharon, da corresponsabile del massacro di Sabra e Chatila e di altri terribili delitti diventa "uomo di pace" e qualcuno arriva anche a proporlo per il massimo riconoscimento: il Nobel. Normale, quindi, che in questa ubriacatura collettiva chi, come i Comunisti italiani, continua a chiedere il rispetto della legalità e dei diritti del popolo palestinese diventa automaticamente "amico dei terroristi", come ha dichiarato fra gli altri l'esponente diessino Giuseppe Caldarola. Una vergogna!

Proviamo invece ad analizzare cosa è successo a Gaza e cosa questo ritiro rappresenta. Partiamo da Sharon che è riuscito, scontrandosi anche con parte del suo partito, ad imporre la sua visione, pragmatica, ma per questo non meno pericolosa, alla Knesset. Sharon da fautore della Grande Israele e da propulsore del movimento delle colonie ha abbracciato la teoria dell'impossibilità di costruire e di preservare nel tempo una grande Israele, ebrea e democratica. Tre elementi che secondo molti analisti sono impossibili da conciliare. A questo punto da militare, quale è, si è fatto due conti e ha deciso che per il suo Paese era diventato insostenibile mantenere a Gaza oltre 50 mila soldati in difesa di appena 8mila coloni. Coloni, è bene ricordarlo, che godevano inoltre di ben più vaste facilitazioni. Una situazione difficile da giustificare di fronte ad un Paese sempre di più stretto da una crisi economica durissima. Il ritiro da Gaza diventava così una logica conseguenza e i piani per la sua evacuazione assorbono l'impegno degli apparati militari e di intelligence di Israele. Una operazione quindi preparata in ogni suo dettaglio, non ultimo quello mediatico. Si arriva alla data del "ritiro" con insediamenti svuotati e con una resistenza colorita del fattore religioso che viene amplificata. Tanto più infatti si riesce a convincere l’opinione pubblica mondiale della forza di chi si oppone a Sharon, tanto più la decisione del leader israeliano assume peso e coraggio. Ecco così preparato il melodramma del "grande sacrificio" ebraico.

Il tutto si consuma con la complicità del giornalismo, si evidenzia in questo contesto quello nostrano, che omette di ricordare agli spettatori impegnati nelle vacanze estive che quelle case erano illegali e che quegli insediamenti costringevano quasi un milione e mezzo di palestinesi ad una vita da cani: si negava la possibilità di spostamento e di fruire delle terre coltivabili, di studiare, di curarsi... In pratica di vivere. Proprio il popolo palestinese spariva così dai resoconti e con esso i propri diritti e le proprie sofferenze. Finita la sbornia resta però la realtà, durissima e drammatica. Una realtà che oggi ci parla di nuovi insediamenti in Cisgiordania e della non volontà da parte di Israele di concedere alla Palestina il giusto diritto ad esistere.



MEDIORIENTE
Missione di pace
di Maurizio Musolino

da "La Rinascita della Sinistra"


16 settembre 1982:
La strage di Sabra e Chatila

di Manuela Palermi
Ufficio stampa

Che cosa accadrebbe se il nostro Paese....
di Gideon Levy
da "La Rinascita della Sinistra"


Israele si chiude dentro un muro ... di terrore
di Ali Rashid
Da "La Rinascita della Sinistra"

Salvare Arafat !
di Jacopo Venier
da "La Rinascita della Sinistra"