COMITATO CENTRALE

L'intervento
di Carlo Carlini,

segretario regionale
del Trentino Alto Adige


Roma, 24  ottobre 2004

 

Care compagne e cari compagni,

non dirò di essere d’accordo con il segretario, ma forse solo perché lo sono sin troppo e dunque, bando ai convenevoli di rito, cercherò invece di inseguire il filo della sua relazione per inserirmi in alcune pieghe o almeno per fare alcune, concise, considerazioni non tanto sull’analisi della situazione quanto sul “che fare”, sulle proposte del segretario richiamate in quattro punti.

Primo. Il compagno Oliviero ha parlato dei contenuti, della necessità di tenere ferma la barra sui contenuti e subito dopo ha parlato del ritiro delle truppe dall’Iraq; bene, perché dopo la formazione della “G.A.D.” sembrava emergere qualcosa di assai fumoso in proposito, non certo da parte nostra, ma il tutto è apparso più fosco, con i tempi non più definiti del ritiro, quasi che tutta l’alleanza dovesse condividere quest’impostazione, prima, cioè, conferenza internazionale e poi ritiro (non più subito). E dunque se sarà il caso, che si voti invece in difformità rispetto agli altri, perché su una questione dirimente come la pace, su una questione che tocca il cuore dell’Art. 11 della nostra Costituzione, non ci può essere neanche il più nobile dei tatticismi.

Tenere ferma la barra sui contenuti, ha detto il segretario e quest’invito va accolto e vale anche e forse ancor di più a livello locale, per snidare i compagni DS e di Rifondazione e far sfociare le loro contraddizioni anche nei territori e solo per fare uno tra i tanti possibili esempi, per quanto riguarda il Trentino Alto Adige significa dire con chiarezza che certe aperture all’Assicurazione  per la non-autosufficienza, con l’introduzione non di un’imposta, ma di una tassa locale, monetizzando fra parentesi il bisogno, significa aprire all’idea di venti sistemi socio-sanitari diversi che negano l’universalità di un diritto fondamentale.

Secondo. La questione delle primarie, non tornando sull’assurdità delle stesse, non credo che saranno del tutto finte o che ci saranno regole tali da impedirne un uso strumentale e dunque la questione va posta sin d’ora: bisogna impedire che Bertinotti possa illudersi di rappresentare tutta la sinistra, a sinistra del listone. E come se non ricorrendo ad una personalità terza che possa rappresentare tutto il mondo della pace, come per esempio Gino Strada ? Ma poi, se come probabile, nessuno accettasse e altri segretari dovessero invece partecipare, caro Oliviero, temo che allora dovrai essere protagonista di questa triste partita, anche se piuttosto farsesca.

Terzo. Per quanto riguarda le elezioni, per il Trentino Alto Adige la questione non si pone per la regione, ma si vota comunque, per le comunali, ed in tempi probabilmente non pienamente coincidenti, sfalsati magari di una settimana, ed è ovvio che solo se ci apriremo, potremo riuscire a presentare le liste e proprio per questo anche a livello locale, in alcuni centri, stiamo lavorando per dare concretezza all’idea di Confederazione.

Quarto. L’Eppur si muove: la Confederazione è un bel termine, proprio perché diverso da un altro, federazione, proprio perché permette sia un processo di riaggregazione a sinistra, sia contemporaneamente di garantire una presenza autonoma sul piano organizzativo e politico dei Comunisti in Italia. Epperò il crinale tra identità e riaggregazione della sinistra si presenta assai stretto e mi domando, in modo provocatorio: e se, costretto dalle circostanze che si dovessero andare determinando, Bertinotti, pur osteggiando il tutto, dovesse accettare sul serio di farvi parte, come si andrebbe disegnando il nostro ruolo ? Quale sarebbe la struttura organizzativa e politica in grado di esercitare un ruolo egemonico ? Gli esiti a me paiono per ora imprevedibili e speriamo di non risultare noi stessi alla fine degli “apprendisti stregoni”.

Cari compagni, per concludere, si ricorda spesso la frase Hic Rhodus, hic saltus, a me piace soprattutto la versione ripresa anche da Hegel, qui è la rosa, qui danza, ricordandosi però che non si tratta con la confederazione di fare il petalo, bensì di esserne il germoglio ed il cuore, il cuore rosso, e dunque, cari compagni, la danza ci aspetta, ma per me con un’unica certezza, che quella dei Comunisti Italiani  è l’unica tessera che ho preso e che prenderò e che, di là dai marosi e dalle sirene (pur dal canto armonioso e dal tono intellettuale), la nostra è l’unica nave, pur corsara, che può indicare e ritrovare la rotta. 



COMITATO CENTRALE
del 23 e 24 ottobre 2004
- La relazione del segretario
- L'intervento di Armando Cossutta
- Le conclusioni di Oliviero Diliberto
- L'intervento del segretario regionale del Trentino Alto Adige

COMITATO CENTRALE
del 19 e 20 giugno 2004

- La relazione del segretario
- Le conclusioni di Oliviero Diliberto

COMITATO CENTRALE
del 29 e 30 novembre 2003

- La relazione del segretario
- L'intervento di Armando Cossutta
- Le conclusioni di Oliviero Diliberto
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D
IREZIONE NAZIONALE

del 18 settembre 2003

No alla lista unica

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del 12 e 13 luglio 2003

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- L'intervento di Armando Cossutta
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- La relazione del segretario
- L'intervento di Armando Cossutta
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COMITATO CENTRALE
del 29 e 30 giugno 2002

- La relazione del segretario
- L'intervento di Armando Cossutta
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DIREZIONE NAZIONALE
del 18 aprile 2002

Fortissime perplessità sullo "statuto dei lavori"
Ufficio stampa

A UN ANNO DA BELLARIA
La confederazione della Sinistra per il lavoro, la pace e i diritti
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COMITATO CENTRALE
 del 26 gennaio 2002

La relazione del Segretario, O. Diliberto
"Due campagne nazionali su giustizia e lavoro"

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"Il partito cresce ovunque, continuiamo così"

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