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Essere comunisti oggi vuoi dire battersi non
soltanto per richiamarsi a una gloriosa storia politica, ma far
affermare i contenuti della sinistra in una lotta capace di
contrastare e fermare le tremende contraddizioni delle forze
capitalistiche dominanti. Non è lontano il momento in cui sarà
riproposto di nuovo all’ordine del giorno per l’Italia e per
l’Europa il tema del socialismo. Non mancherà molto al momento
in cui apparirà chiaro quello che per noi comunisti è chiaro da
sempre: che il capitalismo non è in grado, non sa e non può
risolvere le contraddizioni che determinano queste lacerazioni
nella società, il problema della pace e della guerra, delle
condizioni di vita, dell’esistenza, del salario, delle pensioni,
della sanità, della scuola. Non può risolvere queste
contraddizioni, il capitalismo, perché sono le sue
contraddizioni. E sempre più emerge la necessità di una diversa
direzione economica fondata su scelte che non siano affidate
semplicemente e soltanto al libero mercato ma che possono avere
un intervento, una valutazione, una programmazione pubblica.
[...]
Ed è cosa ardua essere comunista.
È
sempre stato arduo, oggi più ancora di ieri
[...].
Oggi è più arduo non soltanto per le
difficoltà che derivano dalla nuova condizione politica, da
quanto è tragicamente accaduto e per le macerie che ne sono
derivate e in cui ci ritroviamo. Più di ieri si va
controcorrente. Hanno finito per prevalere e per diffondersi,
con il dominio economico e militare del capitalismo, le sue
tossine culturali e morali, la concezione stessa della vita, i
costumi, le ambizioni, gli egoismi che sono propri dei padroni
del mondo.
Trionfano il materialismo gretto e rozzo, l’avere
più che l’essere, il carrierismo e il personalismo. Hanno il
sopravvento l’arroganza, che è compagna della presunzione,
figlie ambedue dell’ignoranza, e la volgarità che rasenta il
plebeismo, la violenza verbale e materiale.
Si è infranta la diga ideale che riusciva a farvi
fronte, e la stessa famiglia mondiale della sinistra è
contagiata dal medesimo morbo che dovrebbe combattere. Anche
nelle file socialiste, comuniste.
E arduo essere comunisti oggi, molto arduo, ma
vale la pena esserlo, continuare a esserlo sino alla fine della
propria esistenza, operando finché si può per quei principi
nobilissimi che hanno animato le società in ogni epoca e in ogni
luogo, facendole avanzare oltre ogni ostacolo: i principi - non
è superfluo ripeterlo - di libertà e di pace, quelli
dell’eguaglianza e della fratellanza umana, quelli della
solidarietà, della giustizia, della liberazione. |