Essere comunisti oggi

di Armando Cossutta

da "UNA STORIA COMUNISTA"
(estratti dalla prefazione e dall’epilogo, per gentile concessione della casa editrice Rizzoli)

 

Essere comunisti oggi vuoi dire battersi non soltanto per richiamarsi a una gloriosa storia politica, ma far affermare i contenuti della sinistra in una lotta capace di contrastare e fermare le tremende contraddizioni delle forze capitalistiche dominanti. Non è lontano il momento in cui sarà riproposto di nuovo all’ordine del giorno per l’Italia e per l’Europa il tema del socialismo. Non mancherà molto al momento in cui apparirà chiaro quello che per noi comunisti è chiaro da sempre: che il capitalismo non è in grado, non sa e non può risolvere le contraddizioni che determinano queste lacerazioni nella società, il problema della pace e della guerra, delle condizioni di vita, dell’esistenza, del salario, delle pensioni, della sanità, della scuola. Non può risolvere queste contraddizioni, il capitalismo, perché sono le sue contraddizioni. E sempre più emerge la necessità di una diversa direzione economica fondata su scelte che non siano affidate semplicemente e soltanto al libero mercato ma che possono avere un intervento, una valutazione, una programmazione pubblica. [...]

Ed è cosa ardua essere comunista. È sempre stato arduo, oggi più ancora di ieri [...].

 Oggi è più arduo non soltanto per le difficoltà che derivano dalla nuova condizione politica, da quanto è tragicamente accaduto e per le macerie che ne sono derivate e in cui ci ritroviamo. Più di ieri si va controcorrente. Hanno finito per prevalere e per diffondersi, con il dominio economico e militare del capitalismo, le sue tossine culturali e morali, la concezione stessa della vita, i costumi, le ambizioni, gli egoismi che sono propri dei padroni del mondo.

Trionfano il materialismo gretto e rozzo, l’avere più che l’essere, il carrierismo e il personalismo. Hanno il sopravvento l’arroganza, che è compagna della presunzione, figlie ambedue dell’ignoranza, e la volgarità che rasenta il plebeismo, la violenza verbale e materiale.

Si è infranta la diga ideale che riusciva a farvi fronte, e la stessa famiglia mondiale della sinistra è contagiata dal medesimo morbo che dovrebbe combattere. Anche nelle file socialiste, comuniste.

E arduo essere comunisti oggi, molto arduo, ma vale la pena esserlo, continuare a esserlo sino alla fine della propria esistenza, operando finché si può per quei principi nobilissimi che hanno animato le società in ogni epoca e in ogni luogo, facendole avanzare oltre ogni ostacolo: i principi - non è superfluo ripeterlo - di libertà e di pace, quelli dell’eguaglianza e della fratellanza umana, quelli della solidarietà, della giustizia, della liberazione.



Contro Cossutta, contro il P.d.C.I.,
il più bieco anticomunismo

La solidarietà della Federazione del Trentino Alto Adige

La dichiarazione di Oliviero Diliberto
Ufficio stampa

Comunisti:
Radici, politica e modernità

di Gianfranco Pagliarulo
Da "La Rinascita della Sinistra"

L'Evento:

Il 7 novembre tra ideologia e realtà
di Adalberto Minucci
Da "La Rinascita della Sinistra"

L'Ottobre dopo la sconfitta
Le ragioni della Rivoluzione sovietica agli inizi del XXI secolo
di Mario Vegetti
Da "La Rinascita della Sinistra"