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Caro Armando, caro Oliviero, care amiche e amici,
quello che vi mando, in occasione del vostro
Congresso, è, innanzitutto, un messaggio di amicizia. Di
amicizia e di riconoscenza.
Non posso e non voglio dimenticare il prezzo che
voi avete scelto di pagare per affermare e difendere le ragioni
e le speranze dei più deboli tra i cittadini, per realizzare un
progetto di autentica giustizia sociale.
La vostra azione in questi anni, prima
partecipando al governo, il nostro governo, poi animando giorno
per giorno l'opposizione nel Parlamento e nel Paese, testimonia
il valore di quella ispirazione originale.
L'Italia, l'Europa, vivono una stagione di
speranze e, allo stesso tempo, di preoccupazioni.
La speranza è l'allargamento dell'Unione Europea
a dieci nuovi Paesi: l'unificazione, per la prima volta nella
storia, in pace e in democrazia, del nostro Continente.
La preoccupazione è quella vissuta
quotidianamente dalle nostre famiglie che vedono ridursi il
potere d'acquisto dei loro salari, compromessi i loro risparmi,
in pericolo le reti di protezione dello stato sociale.
La preoccupazione è, ancora, quella di un mondo
che non trova pace.
Care amiche, cari amici, l'Italia ha bisogno di
Europa, l'Europa ha bisogno d'Italia perché è solo nella
dimensione europea che possiamo agire con efficacia per
costruire un futuro di benessere, di giustizia, di sicurezza.
Perché è solo nella dimensione europea che possiamo operare per
la pace nel mondo.
Un anno fa, le strade, le piazze d'Europa si sono
riempite di donne e uomini che portavano le bandiere colorate
della pace. Ad un anno di distanza misuriamo nei fatti e nella
violenza che ancora segna la realtà quotidiana dell'Iraq, che
nessuna potenza, che nessun Paese possono, da soli, garantire
sicurezza e stabilità. Il mondo ha bisogno di un equilibrio più
vasto, fondato sull'impegno dell'intera comunità internazionale.
La risposta alle tensioni del mondo di oggi, l'unica risposta in
grado di darci una ragionevole speranza di pace, sta nel primato
della politica, nel multilateralismo, nella centralità delle
Nazioni Unite.
Care amiche, cari amici, per la politica, per la
società italiana, si apre oggi una nuova stagione. Di fronte a
un'Italia che rischia di perdere la strada dell'Europa, di
fronte ad una società che rischia di perdere la strada
dell'Europa, di fronte a una società che rischia di perdere il
senso della giustizia e della solidarietà, le forze politiche
riformatrici, democratiche e progressiste hanno saputo reagire
trovando la via dell'unità. Questa è una strada che voi
conoscete bene, perché, al di là e oltre le diverse sigle di
partito, voi avete sempre saputo e voluto partecipare, nel segno
dell'Ulivo, ad un progetto comune di riforma e di cambiamento.
Su questa strada di unità, anche se con modalità
e velocità diverse, sono certo che ci muoveremo anche in
occasione delle prossime elezioni europee. Così come sono certo
che su questa stessa strada ci ritroveremo dopo il 13 giugno per
un altro traguardo. Per l'Italia e per l'Europa. Più uniti che
mai.

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