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Il Comitato Centrale del PdCI, riunito a
Roma nei giorni 11-12 gennaio 2003, approva la relazione
introduttiva e le conclusioni del segretario del
partito, Oliviero Diliberto. In
particolare il CC sottolinea i seguenti aspetti, che
ritiene fondamentali per lo sviluppo dell'iniziativa
politica e dell'organizzazione del partito.
Si apre un anno di straordinario
rilievo, sotto il profilo internazionale e nazionale, e
gravido sia di grandi rischi sia di grandi potenzialità.
La guerra
- La guerra per le fonti energetiche, la guerra
neo-coloniale, la guerra per "governare"
l'organizzazione gerarchica del mondo, la guerra
imperialista, incombe sull'umanità e la pervade ovunque,
sotto il pretesto della lotta al terrorismo.
Il terrorismo va combattuto con la massima
determinazione, ma non con i suoi stessi strumenti e
metodi, e non con una guerra "preventiva" che nulla ha a
che fare con esso e che produce soltanto effetti
opposti, come documenta tra l'altro la tragedia che
continua a insanguinare la Palestina. All'incombere
della guerra bisogna reagire moltiplicando le forze, la
mobilitazione, le iniziative di pace e battersi per un
"modello" di mondo, per un modello di "globalizzazione",
diversi da quelli attuali.
Il PdCI si impegna a contribuire attivamente alla
campagna di raccolta di firme, promossa da Emergency,
per una legge di iniziativa popolare di applicazione
dell'art. 11 della Costituzione, in base alla quale
l'Italia ripudia la guerra.
L'opposizione al governo
- Pesanti rischi gravano anche sulla democrazia
italiana. Si accentuano le spinte involutive,
autoritarie, reazionarie dell'attuale maggioranza, e in
questo contesto si moltiplicano episodi di autentico
squadrismo neo-fascista.
La stessa Costituzione repubblicana viene aggredita sul
terreno decisivo dei diritti universali di tutti i
cittadini, mentre le riforme istituzionali prospettate
dalla maggioranza di centro destra aprono un percorso di
formale e sostanziale eversione della Carta.
Con tali propositi, con questo centro destra non vi può
essere dialogo, ma soltanto un deciso impegno di lotta
di tutta la sinistra, di tutte le forze politiche
democratiche, in piena sintonia con il sentire diffuso
di tanta parte del nostro popolo, che si sta esprimendo
positivamente nei molteplici "movimenti" che hanno
animato, e animano, la società italiana.
Né può esservi parimenti dialogo con chi sta devastando
lo stato sociale, privatizza sanità e scuola, attacca i
diritti dei lavoratori, progetta la controriforma
pensionistica, attacca l'autonomia della magistratura,
emargina ulteriormente il mezzogiorno, mortifica
l'università e la ricerca scientifica.
Contro queste politiche di classe si deve combattere, in
tutte le sedi, su tutti i terreni a partire da quello
salariale, che oggi costituisce un argomento di vitale
interesse per milioni di lavoratori a fronte della
crescente inflazione, di ingiustificati aumenti
tariffari, di tagli dei servizi sociali, di nuovi
tickets imposti dal centro destra.
"La Confederazione possibile"
- Gli attuali compiti delle forze democratiche e di
progresso esigono idonei strumenti unitari di confronto,
di elaborazione programmatica, di iniziativa politica,
nel pieno rispetto della specificità e delle autonomie
delle diverse soggettività che vi si riconoscono.
I Comunisti Italiani , nel congresso di Bellaria, hanno
chiaramente fatto la scelta strategica del centro
sinistra e, al suo interno, quella dell'unità
confederale della sinistra, con la piena autonomia
ideale, politica, organizzativa, del PdCI.
Nell'anno trascorso dopo Bellaria si sono manifestate
nuove dinamiche. Da un lato, è riesploso, positivamente,
il conflitto sociale, per merito, largamente,
dell'impegno della CGIL e del suo gruppo dirigente.
Dall'altro, sono sorti e si sono consolidati importanti
movimenti, e una vasta rete di associazionismo, che
hanno cambiato la natura dell'opposizione, producendo
sollecitazioni e stimoli di grande rilievo, che hanno
investito la politica istituzionalizzata e i partiti,
chiedendo all'una e agli altri profondi e giusti
mutamenti.
Il PdCI ha recepito queste sollecitazioni, e intende
interagire con esse in piena autonomia, continuando
nello stesso tempo a praticare la propria politica
unitaria sul terreno delle forze politiche.
È questo, in sostanza, il perimetro della
"Confederazione possibile" con cui il PdCI rilancia la
propria proposta di Bellaria, aggiornandola alle novità
intervenute, nella convinzione ribadita che, senza
l'unità della sinistra nel centro sinistra, non vi è
speranza di vittoria contro le politiche di destra.
Il binomio autonomia e unità, dunque, è e resta la
parola d'ordine del PdCI.
Un'unità che, a sinistra, individua una figura esemplare
nel compagno Sergio Cofferati che, esprime il progetto
di unità plurale di cui il nostro partito è portatore
fin dalla sua nascita.
La centralità del lavoro
- Il CC ritiene che in questa prospettiva e
progettualità unitaria il tema del lavoro debba avere
una crescente centralità e un crescente peso.
Questa centralità e questo peso, che il PdCI ha
affermato nei propri documenti e nel proprio statuto e
che ha cercato di praticare coerentemente nella politica
quotidiana, deve permeare maggiormente la cultura e la
politica della sinistra e del centro sinistra.
Si tratta di una grande battaglia, anche ideale, che
bisogna dispiegare a tutto campo, invertendo tendenze,
che hanno radici lontane, alla emarginazione del valore
del lavoro.
Per dare un proprio contributo a questa battaglia il
PdCI indice, per la prossima primavera, la 1^ conferenza
nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori comunisti,
oltre che uno specifico seminario sul Mezzogiorno.
Viceversa, il progetto del cosiddetto "partito del
lavoro" risponde a logiche diverse, e contraddittorie,
rispetto a quelle perseguite dal PdCI, logiche di tipo
laburista che implicano il superamento - cioè la
cancellazione - della cultura e della politica
autonomamente organizzate dei comunisti e segnatamente
dei Comunisti Italiani.
Tale progetto non può dunque che essere politicamente
contrastato da tutti i militanti e tutta
l'organizzazione del PdCI, i quali invece intendono
interoloquire positivamente con tutti coloro che operano
per collocare il tema del lavoro al centro dell'azione
politica della sinistra sitaliana.
L'estensione dell'art. 18
- Infine, il CC del PdCI giudica estremamente delicata
la situazione che si è prodotta con la raccolta delle
firme per un referendum per l'estensione dell'art. 18
dello statuto dei lavoratori a tutte le realtà. Un
giusto principio viene sostenuto con uno strumento che,
nella situazione oggi esistente, rischia di acuire le
divisioni della sinistra e nel centro sinistra.
Nel merito, il CC delibera di rinviare qualsiasi
decisione al momento opportuno, se e quando il
referendum sarà formalmente indetto, mentre da mandato
ai gruppi
parlamentari di presentare una pdl sul tema dell'eguaguaglianza
dei diritti per tutti i lavoratori.
Le elezioni amministrative - Il CC
giudica le prossime elezioni amministrative e regionali
un test di particolare importanza in vista della
scadenza decisiva delle Europee e impegna tutto il
partito a uno sforzo straordinario per un risultato
positivo.
Roma, 12 gennaio 2003 |