L’Evento

Il 7 novembre tra ideologia e realtà

 

di Adalberto Minucci

Da "La Rinascita della Sinistra"
del 15 novembre 2002

 

            I moderni sistemi di comunicazione giungono spesso ad alterare, se non addirittura a cancellare, la memoria o il senso di grandi processi storici le date stesse che ne hanno segnato 1'inizio o lo svolgimento. La cosiddetta " morte delle ideologie" si traduce spesso nel fatto che sono proprio le ideologie a far dimenticare la realtà della storia. Capita cosi che studenti iscritti all'università, avendo superato brillantemente il liceo, ignorino i1 significato della da­ta del 7 novembre. Vi sono insegnanti, e più in generale "facitori d'opinione" pronti a liquidare il comunismo ma poco inclini a sollecitarne una conoscenza obiettiva o comunque una seria analisi critica.

            Il 7 novembre è la data di un evento destinato  - per usare un'espressione di John Reed - a "sconvolgere il mondo". Il Novecento ne è stato in gran parte fortemente condizionato. Anche i critici più agguerriti non possono ignorare che la rivoluzione russa del ’17 ha aperto processi politici, sociali e cultura1i che hanno appunto cambiato la realtà mondiale. Dato che non possiamo affidare a Berlusconi il  giudizio sulla storia (e non solo sulla storia) non è superfluo ricordare  in tempi come questi la portata di tali cambiamenti:

1.      La rivoluzione russa e la formazione dell'Unione Sovietica hanno impresso una accelerazione formidabile allo sviluppo della realtà internazionale. La stessa attuazione dello "Stato sociale" e delle varie riforme nei paesi capitalistici industriali ha preso le mosse dalla competizione con la crescita sovietica e dalla pressione operaia e popolare ch'essa ha sollecitato in occidente.

2.      La presenza dell'Unione Sovietica affianco alle democrazie occidentali nella guerra contro il nazifascismo ha reso possibile la sconfitta del più grave attacco alla civiltà che abbia avuto luogo nell'epoca moderna. Il dissolvimento del sistema Sovietico ha determinato a sua volta uno squilibrio dei rapporti internazionali tale da riproporre negli ultimi anni nuove minacce di guerra.

3.      I processi aperti dall'Ottobre russo hanno avuto il merito storico di imprimere una spinta determinante ai movimenti di liberazione dal colonialismo in numerosi paesi del Terzo Mondo. Si è trattato di rivoluzioni contro la guerra e contro il dominio di potenze straniere, ma non hanno avuto né potevano avere una incidenza specifica ai fini di una trasformazione in senso socialista o comunistico.

Già in questo giudizio emergono difficoltà dei protagonisti stessi delle rivoluzioni, i quali, come avvertono Marx ed Engels nella Ideologia Tedesca, si sono fatti sempre «molte illusioni sulla loro propria attività, a seconda del loro grado di cultura e dello stadio dello sviluppo storico». Mentre Lenin aveva espresso il massimo di cautela circa il carattere "socialista" della rivoluzione, sostenendo ch'esso sarebbe dipeso dall’ingresso in campo di paesi capitalistici sviluppati come Germania ed Inghilterra, dopo la sua morte Stalin abbandonò tale cautela e i suoi successori giunsero addirittura a sostenere - anche per rispondere alle polemi­che dei comunisti italiani - che in Urss si era già al "socialismo reale" e si stava aprendo la fase del comunismo. Forse la ripresa di una discussione seria sul significato del 7 novembre potrebbe contribuire a liberare la scena da tante assurdità di tipo berlusconiano e  restituire interesse a molte ricerche del vecchio Partito comunista italiano.



L'Ottobre dopo la sconfitta
Le ragioni della Rivoluzione sovietica agli inizi del XXI secolo
di Mario Vegetti
Da "La Rinascita della Sinistra"