|

L'OBIETTIVO: Aumentare le risorse non può che essere una
questione politica
Perché sottoscrivere
Non
basta aderire al partito: va costruito,“fatto vivere”
di
Angelo Muzio
Da "La Rinascita della Sinistra"
del 4 ottobre 2002
«Se non è una impresa decidere di
costruire un partito comunista di questi tempi, non capisco cosa
sia un'impresa». Qualche settimana fa, alla chiusura della Festa
nazionale di Rinascita a Torino, concludeva così il suo
sfogo con il tesoriere nazionale il compagno Alberto. Certo, la
nostra non è un'impresa che "produce profitti economici" ma
questo significa che non ci sono altri profitti? Dunque, il
problema vero è di cominciare a vedere i nostri problemi come
quelli di un'impresa particolare, un'impresa politica, Capirne
la specificità, senza negarne costantemente la natura. La nostra
impresa, il nostro Partito, la nostra scelta di realizzare
ancora un partito comunista in Italia, deve avere la capacità di
vivere, di creare consenso, di espandersi organizzativamente ed
elettoralmente. Per fare questo abbiamo bisogno di tutto il peso
di quanto possiamo ancor oggi rileggere nelle "linee di
indirizzo per la costruzione del Partito dei Comunisti
Italiani", approvate nei congressi di federazione e al
congresso nazionale di Bellaria.
Andiamo a rileggerle: «Al Partito dei Comunisti
Italiani non si aderisce soltanto, lo si costruisce e lo si fa
vivere attivamente, si deve puntare ad ottenere da ciascuno
Un impegno di militanza, magari modesto, ma effettivo (...)
liberandoci da burocratismi organizzativi e conflittualità
interpersonali (...) che rendono meno efficace la proiezione
esterna». Bene. La nostra capacità di vivere, di espanderci, di
creare consenso sta qui.
A quattro anni dalla nascita del nostro Partito,
dobbiamo definitivamente raccogliere la sfida di Enrico
Berlinguer nel senso «della diversità comunista», oppure la
nostra impresa fallirà. Per fare questo, pensando al compito
generazionale di autocostruzione che abbiamo di fronte a noi,
militanti, dirigenti, ed eletti, dobbiamo sempre più adeguare la
nostra attività agli obiettivi dei diversi livelli che
comunemente decidiamo, facendo diventare anche il problema
delle risorse economiche del Partito un obiettivo per la sua
costruzione. Sta qui il lancio della sottoscrizione
nazionale: nessuna improvvisazione dunque.
È estremamente necessario che ognuno di noi metta al
centro dell'attività politica del Partito la questione
dell'autofinanziamento. A qualsiasi livello sia la nostra
battaglia politica, la costruzione anche minima della nostra
organizzazione necessita di questo obiettivo. Militanza e
autofinanziamento, a partire dai nostri eletti in ogni istanza
istituzionale, rappresentano il poter vivere della nostra
organizzazione, sono la reale possibilità di costruire
iniziativa politica, sono quindi indispensabili e determinanti
per il Partito. Così come l'impegno alla sottoscrizione porta in
sé l'arma della diversità, della trasparenza, della
costruzione; porta, come tutti sappiamo, la possibilità di
realizzare iniziative con gli altri, motivare il nostro dire
politico e la nostra proposta di cambiamento dell'esistente.
Abbiamo di fronte a noi una destra che si esita a
chiamare regime, che vuole cambiare valori e condizioni della
vita sociale del nostro Paese. Credo dobbiamo avere coscienza
concreta della situazione reale. Molti compagni e
compagne hanno presenti battaglie antiche, per una società più
giusta: e allora non ci possiamo permettere una navigazione a
vista. Far diventare le risorse un obiettivo non può che essere
una questione politica e non ragionieristica. Va da sé che o
diventa un obiettivo di tutto il Partito o semplicemente non lo
diventa. Se non lo diventa, ogni tentativo di costruzione del
Partito rischia di essere messo in discussione.
Molte sono le compagne ed i compagni generosi per la
loro operosità, per il loro impegno nella realizzazione di
questo lavoro, ma non è "bastante". Possiamo determinare una
ripresa del protagonismo, dell'impegno, aiutando nuovi soggetti,
uomini e donne, alla partecipazione democratica. Sapendo che non
sarà impresa né facile né di breve durata.
L’autore è
tesoriere nazionale dei Comunisti Italiani
 |