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Come non è finita la Storia con il 1991, ma è
solo terminato un secolo breve, perché
anzi ora la dialettica della storia si misura,
per certi aspetti anche più chiaramente, con le
profonde contraddizioni che non più solo
lambiscono il continente europeo, così tanto più
essere di sinistra ha oggi un significato di
grande attualità, unattualità che non può
tramontare fin che anche un solo uomo viva sul
proprio corpo lingiustizia sociale.
Coloro che sostengono listerilimento della distinzione
fra destra e sinistra o, meglio ancora,
coloro che addirittura negano lesistenza
stessa di questa differenza, come argutamente ha
osservato lo storico Eric J. Hobsbawm, in
genere sono di destra[i], ma a
meno di non parlare di concetti al cloroformio,
in realtà tale distinzione non solo esiste, e
non certo solo sul piano storico, ma è più viva
e nitida che mai.
Non cè nemmeno bisogno di ricorrere alla
tradizione marxista per riconoscere quello che è
il netto criterio di demarcazione fra destra e
sinistra, un criterio che risale alla tradizione
rivoluzionaria e che altri non è che lideale
di eguaglianza. A chiare lettere Norberto
Bobbio ha in effetti sottolineato il
diverso modo in cui è concepito, rispettivamente
dalla destra e dalla sinistra, il rapporto tra
eguaglianza e diseguaglianza E così luomo
di sinistra prosegue Bobbio è colui
che considera ciò che gli uomini hanno in comune
fra loro piuttosto che quello che li divide, e,
per luomo di destra, al contrario, ciò che
differenzia un uomo dallaltro è anche
politicamente più rilevante di quello che li
unisce[ii] (che
magari oggi a Bolzano viene fideisticamente
identificato in un toponimo). Dunque per la
Sinistra leguaglianza è da considerarsi la
regola e la diseguaglianza dovrebbe essere leccezione,
per la destra è esattamente il contrario.
Non voler vedere tale sostanziale differenza,
disperdendo la propria attenzione soltanto su
quelle che sono le contraddizioni di una sinistra
moderata che, sfuocandosi, gestisce lesistente
allinterno della dimensione del
capitalismo, tuttal più attenuando leccesso
di disuguaglianza, o ancor peggio non voler
vedere tale distinzione tra destra e sinistra,
ignorando che cosa possa significare in termini
di costi sociali lesaltazione da parte
della destra di un liberismo senza regole che di
fatto si traduce nella legge della giungla,
significa semplicemente cancellare
ogni speranza che la società umana possa
regolarsi sfuggendo alla brutale logica
unidimensionale del mercato.
Tanto più nelletà della cosiddetta
globalizzazione i rischi di una tale logica, però,
non possono che essere esiziali e comportare unimplosione
della stessa società umana; pertanto solo se la
Sinistra ritrova il proprio sé, le proprie
radici, si può approntare una soluzione diversa
che permetta un percorso storico diverso e che
dia anche ai giovani una prospettiva che non sia
quella del giorno per giorno.
Ma proprio questo è il fine che si deve porre
nel contesto italiano una forza comunista che
sappia agire nelleffettualità, fare, cioè,
in modo che la Sinistra nel suo insieme non solo
ritrovi, senza inutili polemiche interne, le
ragioni del proprio esistere, che pure sono così
chiare per chi voglia vederle, ma sappia anche
utilizzare tali ragioni come categorie del
proprio concreto agire politico. Il che
significa, prima di tutto impedire lo
smantellamento dello Stato sociale, per avviare
in prospettiva un processo di redistribuzione
delle risorse. Ecco dunque che cosa, in effetti,
significa per il partito dei Comunisti italiani ancorare
a sinistra lUlivo. Senza
richiamare la grande lezione del subcomandante
Marcos di questi giorni in ben altra realtà, di
là dal massimalismo demagogico che apre la
strada alla reazione, si tratta di impedire la
deriva a destra del Paese, dati i costi sociali
insopportabili che ciò comporterebbe (si provi a
spiegare a chi è in pensione o e malato, la
logica del tanto peggio, tanto meglio), il tutto
nella prospettiva che una sinistra ritrovata
nella sua capacità progettuale, sappia poi
esplorare unalternativa alla società di
mercato: una via che per noi comunisti non può
che prevedere il superamento del capitalismo.
Per chi volesse mettersi in contatto con il
PdCI altoatesino è possibile utilizzare il
seguente numero 0339/8907251
[i] Dal
libro Intervista sul nuovo secolo di
Eric J. Hobsbawm.
[ii]
Dalla Prefazione alla terza edizione di Destra
e Sinistra di N.Bobbio
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