| Il Partito dei
Comunisti Italiani apre la campagna di
tesseramento per il 2001 entrando cosi nel suo
terzo anno di vita. La
scelta attuata nell'autunno del 1998 di non
consegnare il nostro paese alla destra di
Berlusconi e Fini appare ancora oggi positiva e
non solo perché si sono evitati i pericoli che
un governo di quella destra rappresentava. La
legge finanziaria per lanno prossimo inizia
a compensare - con restituzioni fiscali,
riduzioni dei ticket sanitari, aumenti.
per quanto piccoli. sulle pensioni più basse -
dei sacrifici economici imposti in passato ai
lavoratori, ai pensionati e agli strati di
popolazione più bisognosa.
Questo
è stato possibile anche per la presenza e 1'azione
dei comunisti nella maggioranza di governo, per
Ia maggior severità nella lotta allevasione
fiscale che essi hanno sempre reclamato.
Non
è molto, ma non bisogna dimenticare il peso e
lorientamento non certo verso sinistra
delle altre forze della coalizione di governo, il
disorientamento del "popolo di sinistra"
e del maggior partito della sinistra di fronte al
collasso dell'URSS e di altri paesi socialisti e
di fronte alla globalizzazione dell'economia,
la difficoltà di trovare una politica comune
"di sinistra" in questa situazione, e
quindi la mancanza di una forte pressione
popolare per una politica diversa, sociale
almeno, se non proprio socialista. Neppure contro
la partecipazione italiana alla guerra non
dichiarata contro la Serbia in aperta violazione
della Costituzione, è stato possibile organizzare
la mobilitazione che sarebbe stata necessaria.
Ha
pesato e pesa anche la massiccia campagna di
discredito dei partiti, patita forse meno dal più
forte partito della sinistra, i DS (anzi. in
qualche caso l'ha addirittura assecondata per
esempio schierandosi per il sistema uninominale
nella legge elettorale). La politica è
delegata così ad alcuni personaggi anziché a
soggetti - i partiti - formati da decine e
centinala di migliaia di cittadini che insieme
discutono, pensano, ricercano e in questo modo
divengono protagonisti della vita nazionale. Si
è annebbiata non solo la funzione di
elaborazione collettiva, ma anche la capacità
organizzativa e di mobilitazione, di raccordo con
strati più vasti della popolazione.
Il
partito che abbiamo costituito intende
contrastare questa deriva pericolosa,
riprendere questa funzione e dignità di
strumento della partecipazione popolare alle
scelte che riguardano la vita nazionale, anche
se altre forze, pure di sinistra, hanno
praticamente abbandonato questa prospettiva. E
inoltre cosciente che è necessario fare tutto
il possibile per non dare il Paese in mano a una
destra non solo reazionaria, ma affarista ed
avventurista. La sanatoria di 160 mila case
abusive sulla costa in Sicilia, i "buoni-scuola
praticamente solo a chi frequenta le scuole
private in Lombardia, la campagna contro i
libri di stona "faziosi" partita dalla
regione Lazio sono solo alcuni assaggi di ciò
che sarebbe un governo simile.
La
prima necessità è quindi quella di superare una
debolezza organizzativa che limita la capacità
di iniziativa, di intervento e di mobilitazione
su tutti i temi. nazionali e locali.
Per
questo ci rivolgiamo a quanti non hanno
abbandonato l'idea che si possa costruire una
società fondata su principi e su valori di
solidarietà e non di sfruttamento, in cui
l'attività economica abbia per scopo la soddisfazione
delle necessità di tutta l'umanità e non
l'arricchimento personale di qualcuno, e li
invitiamo a rafforzare con Ia loro adesione
questo partito. Non è il migliore dei mondi
possibili, non è esente da errori. Ma permette
di raggiungere risultati sia pur minimi, che non
possono essere raggiunti da nessuna persona
singola, per quanto giusti possano essere i suoi
ragionamenti.
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