| Cari compagni, la
decisione assunta domenica col voto della
maggioranza del CPN assume in pratica la linea
politica proposta all'ultimo congresso nazionale
dal documento dei compagni Ferrando, Grisolia,
Maitan e altri. E' il sovvertimento completo del
risultato del congresso, che aveva dato a quel
documento solo il 15% dei consensi.
Non
è certo un Comitato Politico Nazionale che può
cambiare la linea decisa da un congresso, ma un
altro congresso. Questa regola elementare è
stata violata platealmente con la votazione di
domenica, creando la situazione grottesca di un
congresso convocato in pratica per ratificare il
cambiamento della linea politica deciso e attuato
dal Comitato Politico Nazionale. L'accorato
appello del segretario all'unità del partito,
lanciato nello stesso momento in cui lo stava
lacerando profondamente, tradisce la piena
coscienza degli effetti perversi di ciò che si
stava compiendo.
La rottura che si vuole operare nei confronti
del governo e delle forze che lo sostengono - pur
sempre democratiche, anche se moderate - è già
stata portata nel partito e ne indebolisce la
capacità di azione e di mobilitazione. Se
venisse attuata anche a livello parlamentare nei
confronti del governo rinvierebbe a chissà
quando la svolta che volevamo subito in questa
finanziaria ed aprirebbe inoltre prospettive
inquietanti per la stessa democrazia nel nostro
paese. Una vostra decisione di non ubbidire alla
decisione infausta del CPN avrebbe un effetto
liberatorio nel partito e farebbe davvero "rinascere
la speranza" in molti compagni.
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