La solidarietà al gruppo parlamentare comunista da parte di un consistente gruppo di compagni del Trentino

AI GRUPPI PARLAMENTARI PRC ALLA CAMERA E AL SENATO

6 ottobre 1998

Cari compagni,

la decisione assunta domenica col voto della maggioranza del CPN assume in pratica la linea politica proposta all'ultimo congresso nazionale dal documento dei compagni Ferrando, Grisolia, Maitan e altri. E' il sovvertimento completo del risultato del congresso, che aveva dato a quel documento solo il 15% dei consensi.

 Non è certo un Comitato Politico Nazionale che può cambiare la linea decisa da un congresso, ma un altro congresso. Questa regola elementare è stata violata platealmente con la votazione di domenica, creando la situazione grottesca di un congresso convocato in pratica per ratificare il cambiamento della linea politica deciso e attuato dal Comitato Politico Nazionale. L'accorato appello del segretario all'unità del partito, lanciato nello stesso momento in cui lo stava lacerando profondamente, tradisce la piena coscienza degli effetti perversi di ciò che si stava compiendo.

La rottura che si vuole operare nei confronti del governo e delle forze che lo sostengono - pur sempre democratiche, anche se moderate - è già stata portata nel partito e ne indebolisce la capacità di azione e di mobilitazione. Se venisse attuata anche a livello parlamentare nei confronti del governo rinvierebbe a chissà quando la svolta che volevamo subito in questa finanziaria ed aprirebbe inoltre prospettive inquietanti per la stessa democrazia nel nostro paese. Una vostra decisione di non ubbidire alla decisione infausta del CPN avrebbe un effetto liberatorio nel partito e farebbe davvero "rinascere la speranza" in molti compagni.