Comunicato Stampa
del 19 febbraio 2003

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

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Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

Oggetto:  Lo sciopero del 21 febbraio: no al declino ed alla precarietà!

Il 21 febbraio ci sarà lo sciopero generale dell'industria e dell'artigianato indetto dalla Cgil: quattro ore (otto per i metalmeccanici) per denunciare il declino di tanti settori strategici, l'erosione di produttività e posti di lavoro in centinaia di piccole, medie e grandi aziende, con ricadute che coinvolgono tutti i territori, Trentino Alto Adige incluso.

La situazione produttivo occupazionale italiana è sempre più grave. Interi settori sono in crisi ed il rischio è quello di una deindustrializzazione pesante che apre la strada ai licenziamenti di massa, come sta già avvenendo negli ultimi mesi.

Il governo e la Confindustria, ancora una volta individuano nei tagli del costo del lavoro, dei salari e delle tutele la ricetta per recuperare competitività.

Il Governo non ha un disegno di politica industriale e la Finanziaria 2003, oltre a ridurre la spesa sociale, taglia dove invece si dovrebbe investire (formazione, scuola, ricerca, investimenti ecc..)

La delega sul mercato del lavoro (la 848 approvata) è inaccettabile nei suoi contenuti di precarizzazione selvaggia, perché scarica sulle nuove generazioni, condizioni di lavoro da terzo mondo (il collocamento nelle mani del mercato, l'affitto del lavoro a tempo indeterminato, la moltiplicazione delle forme di lavoro atipico: il lavoro a chiamata, il lavoro accessorio, lo "staff leasing", il part-time elastico senza consenso del lavoratore, le collaborazioni a progetto, il lavoro intermittente).

Occorre una svolta di 180 gradi. Occorrono investimenti massicci in ricerca ed innovazione. Occorre puntare sul made in italy ed allo stesso tempo su nuovi e strategici settori produttivi. Occorre valorizzare le capacità ed i saperi di chi lavora. Investire in infrastrutture, materiali ed immateriali, per rilanciare il Paese, a partire dal Mezzogiorno.

Oggi oltre 11 milioni di lavoratori sono senza contratto, alcuni da oltre un anno per l’intransigenza del Governo e della Confindustria che puntano ad abbassare ulteriormente il costo del lavoro nel nostro paese. Esiste oggi in Italia un problema salariale a cui è necessario dare una risposta positiva, cosi com’è stato rivendicato nelle piattaforme contrattuali

Il P.d.C.I. del Trentino Alto Adige invita tutti  i lavoratori e le lavoratrici a partecipare compatti allo sciopero dell’industria con le modalità decise dalla Cgil.

Il P.d.C.I è a fianco dei lavoratori, che lottano per la difesa dei loro diritti e per una svolta nella POLITICA INDUSTRIALE nel nostro Paese.

NO AL DECLINO ED ALLA PRECARIETÀ

SI’ ALLO SVILUPPO ED AI DIRITTI

SI’ AI RINNOVI CONTRATTUALI

 

Il segretario regionale dei Comunisti Italiani

Carlo Carlini