Comunicato Stampa
del 18 dicembre 2002

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige
Sezione di Bolzano

39100 Bolzano - via S.Vigilio n.76
Tel. 0471/279278 oppure 339/8907251

 

Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

 

Oggetto: Gli studenti e la controriforma  Moratti: una battaglia decisiva contro un progetto oscurantista e reazionario

 

Il disegno di legge delega sulla scuola, pre­sentato 1'anno scorso dal mini­stro Moratti ed ora approvato dal Senato, prospetta un alquanto sgangherato e datato modello scolastico che ha come effetto quello di cancellare  i progressi compiuti nella scuola italiana a partire dagli anni Sessanta e di dequalificare prima e demolire poi il sistema pubblico.

            Nessuno degli emendamenti sostanziali presentati dall'opposizione di centro­sinistra è stato accolto: il ministro Moratti ha deciso non soltanto di non investire, ma addirittura di diminuire le risorse per la scuola e per gli insegnanti, ha messo da parte a tempo indeterminato i problemi assai attuali della formazione continua e di quella permanente, ma soprattutto ha mantenuto fermi quelli che sono i due assi portanti e complementari del suo progetto oscurantista: la canalizzazione precoce e la riduzione del tempo-scuola.

Se da un lato la scelta di canalizzazione precoce (a 13 anni e mezzo) tra istruzione  e formazione professionale condanna i ragazzi che provengono da famiglie povere e disagiate e favorisce quelli usciti da famiglie benestanti, dall’altro la scelta della riduzione del tempo-scuola, con un orario settimanale diminuito e suddiviso tra insegnamenti principali ed attività facoltative, trasforma parallelamente il percorso formativo in un itinerario individuale, in cui la famiglia, sempre in base  alle capacità economiche e culturali, sceglie i servizi formativi ritenuti più adatti al proprio figlio. L’effetto è, dunque, lo stesso: anziché tendere ad eliminare gli aspetti di discriminazione sociale che, pure attenuati e ridotti nel tempo, persistono nel nostro sistema formativo, si tende  a disegnare una scuola per i ricchi ed una per i poveri ed  a limitare il diritto per tutti ad un elevato livello di istruzione e formazione indipendentemente dal ceto sociale di appartenenza.

Lo stesso obbligo all’istruzione viene praticamente abbassato dagli attuali quindici anni a tredici anni e mezzo, età - come già ricordato - della scelta precoce  tra la scuola professionale ed il canale dell’istruzione e di conseguenza anche l’obbligo scolastico viene snaturato nel suo senso più proprio e “riformulato” in diritto-dovere all'istruzione piuttosto che come obbligo dello Stato sancito dalla Costituzione.

Meno scuola per tutti: questo ha votato la maggioranza berlusconiana in Senato, discutendo la “controriforma Moratti”. Disegno che, se realizzato, costituirebbe un colpo fatale non solo per la scuola, ma per lo sviluppo e la democrazia dell’intera società. Infatti nella società della comunicazione globale chi non può “studiare” oltre i tredici anni di età è un cittadino dimezzato, succube di ogni condizionamento mediatico, in quanto non può acquisire la cultura, le capacità e le conoscenze per potersi emancipare nella vita e nel lavoro.

È anzitutto questo allarme democratico che deve motivare una battaglia intransigente contro il progetto di una destra che sta operando un vero e proprio colpo di mano che intacca pesantemente un altro caposaldo dello Stato sociale.

È anzitutto proprio questo allarme democratico che si sta sempre più diffondendo anche tra gli studenti dell’Alto Adige – Südtirol, tanto più che le cosiddette isole felici, sempre che lo siano, quando il mare si prosciuga, possono diventare le più aride.

È, perciò, con grande interesse e favore che il Partito dei Comunisti Italiani ha guardato all’autogestione, che nel corso delle settimane scorse si è svolta in varie realtà scolastiche altoatesine, soprattutto perché proprio l’autogestione, invece di perdersi nei rivoli della consuetudine, si è rivelata un utile strumento, in primo luogo, per meglio comprendere quale sia la direzione verso la quale si cerca di orientare la scuola italiana ed, in secondo luogo, per cercare di estendere a tutta la società la consapevolezza  di quale sia la straordinaria posta in gioco.

Tanto più il Partito dei Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige si sente al fianco delle studentesse e degli studenti che parteciperanno alla manifestazione di giovedì a Bolzano per la difesa della scuola pubblica, laica e pluralista.

            D'altra parte sono proprio i protagonisti della scuola – gli studenti, gli insegnanti e i genitori – ad avere il compito essenziale di una resistenza forte a una legge come quella presentata dalla Moratti. Data la schiacciante maggioranza berlusconiana in Parlamento, soltanto se da parte dei protagonisti della scuola ci sarà una vera e continua opposizione, sarà possibile nei mesi che ci aspettano fermare il disegno di legge che sta per passare al vaglio  della Camera.