Oggetto:
Referendum consultivo: un No
alle vecchie contrapposizioni tra gruppi
linguistici che si traduca in una
concreta politica di pace
Il Partito dei Comunisti
Italiani dell'Alto Adige-Südtirol si
riconosce nella scelta a suo tempo
operata dalla giunta comunale di
Centrosinistra-Svp in relazione alla
nuova denominazione dell'attuale Piazza
della Pace. Cancellare il nome Vittoria
per sostituirlo appunto con quello di
Pace costituisce un preciso segnale
lanciato alla cittadinanza: è il caso di
lasciarsi definitivamente alle spalle
grette contrapposizioni di stampo
nazionalistico e di superare divisioni
ormai più che anacronistiche, che sono
state imposte e molto spesso rinfocolate
ad arte da parte di alcuni esponenti
politici, solo con il misero intento di
coltivare un proprio orticello elettorale
senza affrontare i veri problemi della
città.
In effetti ciò che più
dispiace della campagna referendaria
posta in essere dalle Destre, è che si
cerca di coinvolgere i cittadini in
questa disputa alquanto anacronistica,
invece di affrontare ben altri temi che
toccano la vita di tutti i giorni dei
cittadini di Bolzano, dai servizi socio-sanitari
al problema della viabilità.
Il nostro NO al quesito
referendario per il ripristino del nome
di piazza della Vittoria non vuole però
solo significare una convinta adesione ad
una scelta di civiltà che speriamo possa
inserirsi in un'opera di ulteriore
depotenziamento e di trasformazione del
significato originario del complesso
della piazza: vedremmo con favore, per
esempio, la creazione di un museo nei
locali sottostanti il monumento alla
Vittoria che sia luogo di memoria e
testimonianza di una mentalità
prevaricatrice e di una volontà
colonialista e delle conseguenti
sofferenze subite dal gruppo linguistico
tedesco per i tentativi di pura e
semplice assimilazione e poi di
sradicamento attuati dal regime fascista.
Il nostro NO al quesito
referendario vuole anche cercare di
salvaguardare il significato profondo del
nuovo nome che ha un valore universale di
pace tra i popoli e certo non si
rinchiude solo in una alquanto ristretta
accezione di convivenza fra gruppi
linguistici diversi e far sì che la
giunta comunale s'impegni a valorizzare
appieno il nuovo nome, compiendo, nell'
ambito delle sue possibilità, una
concreta politica di pace.
Purtroppo, infatti, spirano
sempre più forti i venti di guerra:
nell'ambito di quella operazione chiamata
dal presidente degli Stati Uniti "giustizia
infinita", che si è poi tradotta in
"libertà duratura", sinonimo
in realtà di guerra duratura, non certo
portatrice di giustizia, ma di vendetta,
la fosca previsione di Bush sulla
possibile aggressione ad altri Stati sta
per concretarsi nell'attacco all'Iraq.
Bisogna fermare la folle corsa
di Bush: gli atti di guerra contro Stati
accusati, senza prove, di aiutare il
terrorismo non sono idee e comportamenti
migliori. Sono solo nuovo terrorismo.
Aggiungono altri orrori a quelli che
abbiamo visto e odio all'odio, non
risolvendo assolutamente nulla. Anzi,
aumentano il risentimento verso gli Stati
Uniti e l'Occidente e alimentano la
spirale degli attentati.
Bisogna fermare i mercanti di
missili che cinicamente distribuiscono
"effetti collaterali" a povere
donne, uomini e bambini, veri dannati
della terra.
La Federazione di Bolzano del
Partito dei Comunisti italiani invita il
Consiglio Comunale di Bolzano ad
impegnare con una mozione la Giunta ed il
Sindaco ad azioni, il più possibile
incisive, in tutte le sedi istituzionali
ed associative, per promuovere iniziative
di pace e ad elaborare lettere,
documenti, e quant'altro possa servire,
affinché i massimi rappresentanti del
nostro Paese si impegnino per impedire
l'attacco all'Iraq.
Speriamo che la comprensione e
la condivisione da parte dei consiglieri
di Bolzano della gravità dell'attuale
momento storico mondiale e della necessità
di agire conseguentemente e coerentemente
anche nel proprio ambito possa servire
come stimolo ed esempio per iniziative
analoghe di altri comuni, grandi e
piccoli, e facciamo, altresì, nostra la
speranza che una goccia unita ad altre
gocce possa diventare una pioggia
insistente a favore della pace.