Comunicato Stampa
del 5 settembre 2002

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige
Sezione di Bolzano

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Oggetto: Referendum consultivo: un No alle vecchie contrapposizioni tra gruppi linguistici che si traduca in una concreta politica di pace

Il Partito dei Comunisti Italiani dell'Alto Adige-Südtirol si riconosce nella scelta a suo tempo operata dalla giunta comunale di Centrosinistra-Svp in relazione alla nuova denominazione dell'attuale Piazza della Pace. Cancellare il nome Vittoria per sostituirlo appunto con quello di Pace costituisce un preciso segnale lanciato alla cittadinanza: è il caso di lasciarsi definitivamente alle spalle grette contrapposizioni di stampo nazionalistico e di superare divisioni ormai più che anacronistiche, che sono state imposte e molto spesso rinfocolate ad arte da parte di alcuni esponenti politici, solo con il misero intento di coltivare un proprio orticello elettorale senza affrontare i veri problemi della città.

In effetti ciò che più dispiace della campagna referendaria posta in essere dalle Destre, è che si cerca di coinvolgere i cittadini in questa disputa alquanto anacronistica, invece di affrontare ben altri temi che toccano la vita di tutti i giorni dei cittadini di Bolzano, dai servizi socio-sanitari al problema della viabilità.

Il nostro NO al quesito referendario per il ripristino del nome di piazza della Vittoria non vuole però solo significare una convinta adesione ad una scelta di civiltà che speriamo possa inserirsi in un'opera di ulteriore depotenziamento e di trasformazione del significato originario del complesso della piazza: vedremmo con favore, per esempio, la creazione di un museo nei locali sottostanti il monumento alla Vittoria che sia luogo di memoria e testimonianza di una mentalità prevaricatrice e di una volontà colonialista e delle conseguenti sofferenze subite dal gruppo linguistico tedesco per i tentativi di pura e semplice assimilazione e poi di sradicamento attuati dal regime fascista.

Il nostro NO al quesito referendario vuole anche cercare di salvaguardare il significato profondo del nuovo nome che ha un valore universale di pace tra i popoli e certo non si rinchiude solo in una alquanto ristretta accezione di convivenza fra gruppi linguistici diversi e far sì che la giunta comunale s'impegni a valorizzare appieno il nuovo nome, compiendo, nell' ambito delle sue possibilità, una concreta politica di pace.

Purtroppo, infatti, spirano sempre più forti i venti di guerra: nell'ambito di quella operazione chiamata dal presidente degli Stati Uniti "giustizia infinita", che si è poi tradotta in "libertà duratura", sinonimo in realtà di guerra duratura, non certo portatrice di giustizia, ma di vendetta, la fosca previsione di Bush sulla possibile aggressione ad altri Stati sta per concretarsi nell'attacco all'Iraq.

Bisogna fermare la folle corsa di Bush: gli atti di guerra contro Stati accusati, senza prove, di aiutare il terrorismo non sono idee e comportamenti migliori. Sono solo nuovo terrorismo. Aggiungono altri orrori a quelli che abbiamo visto e odio all'odio, non risolvendo assolutamente nulla. Anzi, aumentano il risentimento verso gli Stati Uniti e l'Occidente e alimentano la spirale degli attentati.

Bisogna fermare i mercanti di missili che cinicamente distribuiscono "effetti collaterali" a povere donne, uomini e bambini, veri dannati della terra.

La Federazione di Bolzano del Partito dei Comunisti italiani invita il Consiglio Comunale di Bolzano ad impegnare con una mozione la Giunta ed il Sindaco ad azioni, il più possibile incisive, in tutte le sedi istituzionali ed associative, per promuovere iniziative di pace e ad elaborare lettere, documenti, e quant'altro possa servire, affinché i massimi rappresentanti del nostro Paese si impegnino per impedire l'attacco all'Iraq.

Speriamo che la comprensione e la condivisione da parte dei consiglieri di Bolzano della gravità dell'attuale momento storico mondiale e della necessità di agire conseguentemente e coerentemente anche nel proprio ambito possa servire come stimolo ed esempio per iniziative analoghe di altri comuni, grandi e piccoli, e facciamo, altresì, nostra la speranza che una goccia unita ad altre gocce possa diventare una pioggia insistente a favore della pace.