La manifestazione del 23 novembre
a Milano contro la
Finanziaria delle
destre
Il 23 novembre è il
giorno in cui l'Ulivo ha chiamato il popolo a scendere
in piazza a Milano ed a Bari contro la Finanziaria
delle destre,
contro i guasti del governo Berlusconi e per una nuova
politica economica e sociale.
Noi del Partito dei Comunisti Italiani saremo lì,
in tanti ed in prima fila. Anche alcuni esponenti di
Bolzano e di Trento parteciperanno alla manifestazione
di Milano.
Passata la sbornia delle
promesse elettorali, il governo delle destre ha
licenziato alla Camera una finanziaria che delude tutte
le aspettative, mette a nudo quanto fosse corta la
coperta del "Patto per l'Italia" e costituisce un
pesantissimo attacco ai diritti ed allo Stato sociale.
La Finanziaria 2003
mostra, ancora una volta, il carattere antipopolare e di
classe del governo Berlusconi, che rischia di portare il
paese alla rovina.
Vogliono tagliare le
risorse per le autonomie locali e le Regioni per indurle
ad aumentare tasse e tariffe e a comprimere i servizi.
Il governo vuole affidare
agli enti locali ed alle regioni il ruolo di demolitori
dello Stato Sociale, colpendo così i cittadini ed i ceti
meno abbienti.
Insomma, dopo un anno e
mezzo passato prevalentemente a fare gli interessi
propri, quando Berlusconi si è degnato di occuparsi
degli interessi nostri abbiamo avuto questo bel
risultato: smantellamento dei diritti e dello stato
sociale, liquidazione dell’art. 18, attacco ai Comuni,
alle Province ed alle Regioni, colpo durissimo al
mezzogiorno ed alle speranze dei disoccupati.
Ce n’è abbastanza per non
stare fermi e per costruire una grande stagione di
mobilitazione, di lotta e di opposizione politica e
sociale.
Per questo assume grande
importanza la giornata nazionale di lotta di sabato 23
novembre: la protesta popolare renderà ancora più
chiaro che se Berlusconi dispone in Parlamento di una
maggioranza con la quale può pensare di fare ciò che
vuole, non può però evitare il confronto diretto con il
Paese.
E soprattutto quest’appuntamento di lotta dovrà
costituire una nuova significativa tappa per saldare, in
modo più compiuto, l'Ulivo con i movimenti di
opposizione, avviando finalmente un processo di
allargamento della coalizione e dando così modo
all’opposizione reale che cresce sempre più nel Paese di
trovare nell’Ulivo - un Ulivo, dunque, inevitabilmente
diverso, aperto ed inclusivo - una traduzione politica
che possa aprire prospettive tali da impedire
l’involuzione autoritaria e lo sfascio economico del
nostro Paese.