Il Comitato Regionale del Partito dei
Comunisti Italiani si è riunito ieri per esaminare la
situazione politica sia in Trentino che in Alto Adige in
vista delle ormai imminenti elezioni amministrative.
Per quanto riguarda la provincia
di Trento il Comitato Regionale ha deciso di
presentare a Trento, Rovereto e Riva proprie liste,
collegate ove possibile a candidati sindaci di
centro-sinistra. Ciò può risultare scontato a Riva, dove
già nelle precedenti elezioni questo collegamento è
stato possibile ed ha portato all’elezione di un
consigliere, mentre potrebbero esserci dei problemi sia
a Trento che a Rovereto.
A Trento per il desiderio
manifestato da Pacher di non avere troppe liste con cui
condividere il premio di maggioranza, visto che ritiene
possibile farcela al primo turno, a Rovereto per motivi
del tutto opposti. Non è ancora chiaro in fatti se
nell’ambito del centro sinistra ci saranno due candidati
sindaco, come potrebbe essere se Rovereto Insieme – e
principalmente i Ds - mantenessero fermo sino in fondo
il proprio no a Maffei e presentassero un proprio
candidato sindaco, oppure se dovesse prevalere
l’impostazione provinciale di sottomettersi malgrado
tutto il ricatto di Maffei (il candidato sono io oppure
mi presento lo stesso con una mia lista) al quale la
Margherita si è già sottomessa.
Non si tratta di una
questione personale ma di metodo e di principio. Ci
sembra infatti che nessuna organizzazione – partito o
circolo scacchistico che sia – possa accettare il
ricatto di uno dei soci, fosse anche il più importante,
senza perdere la propria dignità e la propria autonomia.
Nel caso di un candidato sindaco la cosa sarebbe ancora
più inquietante, perché si partirebbe col dare tutto il
potere ad una persona, mettendola al di sopra e
addirittura al di fuori dei partiti che essa dovrebbe
solo rappresentare. Una ferita gravissima alla sostanza
della democrazia.
In un caso simile sarebbe
necessario considerare seriamente anche la possibilità
di presentare un proprio candidato sindaco per dare
all’elettorato la possibilità di esprimere col proprio
voto non una delega per l’una o l’altra persona, ma
l’esigenza di una politica più sana e corretta.