Comunicato Stampa
del 3 luglio 2002

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

39100 Bolzano - via S.Vigilio n.76
Tel. 0471/279278 oppure 339/8907251

 

 

Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

 

Oggetto: Lo sciopero del 5 luglio: sull’art.18 non si tratta, è in gioco la dignità sul lavoro!

 

La partita per la difesa dell’Art.18  è tutt’altro che chiusa: la decisione di proseguire il confronto con il governo da parte della Cisl e della Uil, senza che siano state accolte le richieste di stralcio, unitariamente sostenute nella piattaforma che aveva motivato lo sciopero generale del 16 aprile, è stato un atto gravissimo.

Una fase nuova assai pericolosa si è così aperta. La rottura del fronte unitario, tenace­mente perseguita dal governo Berlusconi, enunciata nel "libro bianco" di Maroni, è il presupposto per realizzare il disegno d'azzeramento di cinquanta e più anni di lotte e conquiste del movimento operaio.Un accordo separato su questa materia darebbe il via ad una fase paragonabile  unicamente  a quella che seguì la rottura dell'unità sindacale nell'immediato dopoguerra.

Berlusconi, con un furbesco "rinvio" della riforma dell'art.18, si è limitato a trasferire le parti più spinose della legge delega sul mercato del lavoro  (n. 848) in un  disegno di legge da discutere entro il 31 luglio (n.848 bis). Se non ci sarà un’intesa tra le parti sociali, la maggioranza di governo procederà autonomamente. In parole povere il governo, ancora una volta, fa il "gioco delle tre carte". Tiene coperto l'asso di bastoni, ma solo per giocarlo in seguito, dopo aver favorito la rottura fra i principali sindacati.

Nel frattempo Berlusconi ha rimodulato la sua proposta sull’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori: verrà abolito (“sospeso”) subito però per i nuovi assunti in tutte le aziende che aumentano il personale, non solo in quelle sotto i 15 dipendenti, come in un primo tempo era stato detto anche dai segretari di Cisl e Uil.

I segretari di Cisl e Uil si sono dichiarati soddisfatti. Ma più soddisfatto è il presidente della Confindustria, il quale dice che sì, i padroni avrebbero voluto subito una riforma più ampia, “ma si è comunque ottenuto un punto di partenza. Si è cominciata ad intaccare quella che appare come una vera patologia tutta italiana”, cioè l’obbligo di reintegrare nel posto di lavoro il dipendente licenziato senza giusta causa. Il principio che sopra i 15 dipendenti non si può licenziare senza giusta causa è intaccato. Questo è l’importante per i padroni. Per la sua soppressione definitiva sono disposti ad attendere. Non più la legge delega (n. 848) ma un’altra legge, la 848 bis!

Chi oserebbe più creare coscienza e organizzazione sindacale sul posto di lavoro quando il padrone potesse licenziarlo in tronco senza dare spiegazioni a nessuno? Quali diritti potrebbe far valere? L’obiettivo reale è quello di dare un colpo mortale a ogni tipo di organizzazione sindacale seria e di liberarsi della contrattazione collettiva.

È quindi estremamente importante che il livello di coscienza sulla qualità dello scontro in atto - il cui esito segnerà le condizioni e la dignità del lavoro nel nostro Paese - si estenda il più possibile ed il P.d.C.I. del Trentino Alto Adige invita tutti  i lavoratori e le lavoratrici a partecipare in massa allo sciopero generale a livello regionale di 4 ore indetto dalla CGIL per il 5 luglio prossimo.

E’ in gioco la dignità sul lavoro!

Non ci può essere trattativa su questo, né uno “scambio” con un pugno di soldi  per gli ammortizzatori sociali. Padronato e governo devono sentire subito un’opposizione fermissima non solo degli operai ma di tutti i lavoratori dipendenti.

 

Bolzano,  lì 3 luglio 2002             

Il segretario regionale dei Comunisti Italiani

Carlo Carlini