| Ai quotidiani ed
alle emittenti radio-televisive locali
Oggetto:
Lo sciopero del 5 luglio: sullart.18
non si tratta, è in gioco la dignità
sul lavoro!
La
partita per la difesa dellArt.18
è tuttaltro che chiusa: la
decisione di proseguire il confronto con
il governo da parte della Cisl e della
Uil, senza che siano state accolte le
richieste di stralcio, unitariamente
sostenute nella piattaforma che aveva
motivato lo sciopero generale del 16
aprile, è stato un atto gravissimo.
Una
fase nuova assai pericolosa si è così
aperta. La rottura del fronte unitario,
tenacemente perseguita dal governo
Berlusconi, enunciata nel "libro
bianco" di Maroni, è il presupposto
per realizzare il disegno d'azzeramento
di cinquanta e più anni di lotte e
conquiste del movimento operaio.Un
accordo separato su questa materia
darebbe il via ad una fase paragonabile
unicamente a quella che seguì la
rottura dell'unità sindacale
nell'immediato dopoguerra.
Berlusconi,
con un furbesco "rinvio" della
riforma dell'art.18, si è limitato a
trasferire le parti più spinose della
legge delega sul mercato del lavoro
(n. 848) in un disegno di legge da
discutere entro il 31 luglio (n.848 bis).
Se non ci sarà unintesa tra le
parti sociali, la maggioranza di governo
procederà autonomamente. In parole
povere il governo, ancora una volta, fa
il "gioco delle tre carte".
Tiene coperto l'asso di bastoni, ma solo
per giocarlo in seguito, dopo aver
favorito la rottura fra i principali
sindacati.
Nel
frattempo Berlusconi ha rimodulato la sua
proposta sullart. 18 dello Statuto
dei Lavoratori: verrà abolito (sospeso)
subito però per i nuovi assunti in tutte
le aziende che aumentano il personale,
non solo in quelle sotto i 15 dipendenti,
come in un primo tempo era stato detto
anche dai segretari di Cisl e Uil.
I
segretari di Cisl e Uil si sono
dichiarati soddisfatti. Ma più
soddisfatto è il presidente della
Confindustria, il quale dice che sì, i
padroni avrebbero voluto subito una
riforma più ampia, ma si è
comunque ottenuto un punto di partenza.
Si è cominciata ad intaccare quella che
appare come una vera patologia tutta
italiana, cioè lobbligo
di reintegrare nel posto di lavoro il
dipendente licenziato senza giusta causa.
Il principio che sopra i 15 dipendenti
non si può licenziare senza giusta causa
è intaccato. Questo è limportante
per i padroni. Per la sua soppressione
definitiva sono disposti ad attendere.
Non più la legge delega (n.
848) ma unaltra legge,
la 848 bis!
Chi
oserebbe più creare coscienza e
organizzazione sindacale sul posto di
lavoro quando il padrone potesse
licenziarlo in tronco senza dare
spiegazioni a nessuno? Quali diritti
potrebbe far valere? Lobiettivo
reale è quello di dare un colpo mortale
a ogni tipo di organizzazione sindacale
seria e di liberarsi della contrattazione
collettiva.
È quindi
estremamente importante che il livello di
coscienza sulla qualità dello scontro in
atto - il cui esito segnerà le
condizioni e la dignità del lavoro nel
nostro Paese - si estenda il più
possibile ed il P.d.C.I. del Trentino
Alto Adige invita tutti i
lavoratori e le lavoratrici a partecipare
in massa allo sciopero generale a livello
regionale di 4 ore indetto dalla CGIL per
il 5 luglio prossimo.
E
in gioco la dignità sul lavoro!
Non
ci può essere trattativa su questo, né
uno scambio con un pugno di
soldi per gli ammortizzatori
sociali. Padronato e governo devono
sentire subito unopposizione
fermissima non solo degli operai ma di
tutti i lavoratori dipendenti.
Bolzano, lì
3 luglio 2002
Il segretario regionale
dei Comunisti Italiani
Carlo Carlini
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