Comunicato Stampa
del 13 aprile 2002

Federazione dei Comunisti italiani
del Trentino Alto Adige

Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

 

Oggetto: Il 16 aprile: una grande giornata di lotta per i diritti dei lavoratori e per la difesa della democrazia

 

Il Partito dei Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige invita tutte le lavoratrici ed i lavoratori ad aderire in maniera massiccia allo sciopero generale del 16 aprile ed a partecipare alle manifestazioni provinciali che si svolgeranno a Bolzano ed a Trento con le modalità decise da Cgil, Cisl e Uil .

Una larghissima adesione allo sciopero, che già si preannuncia senza precedenti, ed una grande partecipazione alla miriade di manifestazioni previste in tutta Italia dovranno costituire un segnale assolutamente inequivocabile: il Paese reale non è disposto a subire che vengano cancellati oltre 50 anni di diritti e conquiste frutto di durissime lotte, non è disposto ad accettare che le condizioni di lavoro ed i diritti dei lavoratori vengano riportati a livelli inaccettabili per uno Stato democratico.

Troppo importante è la posta in gioco per non sentirsi tutti coinvolti.

Lo stravolgimento dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che il governo delle destre cerca di perpetrare è un obiettivo concreto e fortemente simbolico. Esso annuncia con la forza dei simboli quella che si prospetta come una lunga stagione di attacchi e di aggressioni al mondo del lavoro, alla dignità delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il governo e la Confindustria hanno scelto lo scontro frontale col sindacato per abolire questa norma, perché senza questa difesa ogni lavoratore sarebbe esposto a qualsiasi arbitrio da parte del datore di lavoro. Chi avrebbe più il coraggio di creare coscienza e organizzazione sindacale sul posto di lavoro? Chi avrebbe più il coraggio di reclamare i propri diritti, il rispetto della propria dignità?

L’obiettivo del governo Berlusconi è dunque quello di stroncare qualsiasi tipo di organizzazione sindacale, per ridurre ogni dipendente ad essere solo e indifeso, esposto ad ogni ricatto e intimidazione, con la possibilità di far valere i propri diritti solo a rischio di licenziamento.

Ma la posta in gioco è in prospettiva ancora più alta. Una sconfitta dei lavoratori incoraggerebbe il governo a intensificare la battaglia già ingaggiata senza esclusione di colpi contro l’autonomia della magistratura, contro la scuola e la sanità pubblica, contro lo stesso sistema democratico del nostro Paese. Lo sbocco finale è un regime autoritario.

Dopo l’imponente manifestazione del 23 marzo, che ha reso visibile quale possa essere la forza, immensa e pacata, delle lavoratrici e dei lavoratori, non si deve  pertanto correre il rischio di sottovalutare gli attacchi del centrodestra e di Confindustria. Siamo in  una fase di scontro politico nel paese molto delicato, sia sul piano della tenuta unitaria che sull'asprezza dello scontro, che dovrà essere in grado di reggere nel tempo e di avere ulteriori momenti di unificazione ed intensificazione della lotta ben oltre lo stesso sciopero generale.

E' quindi importante esserci: dobbiamo far sentire più forte la nostra voce, la nostra protesta, la nostra volontà di riscatto.

E’ dall’esito di questa dura lotta – e siamo solo ancora agli inizi - contro la politica del governo Berlusconi che usciranno i rapporti di forza che determineranno il futuro e le condizioni di tutti i lavoratori italiani e segneranno l’evoluzione dei rapporti democratici e la dignità del lavoro nel nostro Paese.

 

Le iniziative di lotta dei lavoratori sono oggi la speranza di tutto il Paese, la speranza di recuperare gli spazi di democrazia, ormai sempre più angusti.

E in questa lotta ed in questa speranza i Comunisti Italiani ci sono e stanno lavorando intensamente per allargare le adesioni e la partecipazione. Ancora una volta è in gioco la democrazia del nostro Paese. Ancora una volta i comunisti italiani saranno in prima fila per difenderla.

 

Bolzano, 13 aprile 2002                                             

Il segretario regionale dei Comunisti Italiani

Carlo Carlini