| Ai quotidiani ed alle emittenti
radio-televisive locali
Oggetto: Il 16 aprile: una
grande giornata di lotta per i diritti
dei lavoratori e per la difesa della
democrazia
Il
Partito dei Comunisti Italiani del
Trentino Alto Adige invita tutte le
lavoratrici ed i lavoratori ad aderire in
maniera massiccia allo sciopero generale
del 16 aprile ed a partecipare alle
manifestazioni provinciali che si
svolgeranno a Bolzano ed a Trento con le
modalità decise da Cgil, Cisl e Uil .
Una
larghissima adesione allo sciopero, che
già si preannuncia senza precedenti, ed
una grande partecipazione alla miriade di
manifestazioni previste in tutta Italia
dovranno costituire un segnale
assolutamente inequivocabile: il Paese
reale non è disposto a subire che
vengano cancellati oltre 50 anni di
diritti e conquiste frutto di durissime
lotte, non è disposto ad accettare che
le condizioni di lavoro ed i diritti dei
lavoratori vengano riportati a livelli
inaccettabili per uno Stato democratico.
Troppo
importante è la posta in gioco per non
sentirsi tutti coinvolti.
Lo
stravolgimento dellarticolo 18
dello Statuto dei lavoratori che il
governo delle destre cerca di perpetrare
è un obiettivo concreto e fortemente
simbolico. Esso annuncia con la forza dei
simboli quella che si prospetta come una
lunga stagione di attacchi e di
aggressioni al mondo del lavoro, alla
dignità delle lavoratrici e dei
lavoratori.
Il
governo e la Confindustria hanno scelto
lo scontro frontale col sindacato per
abolire questa norma, perché senza
questa difesa ogni lavoratore sarebbe
esposto a qualsiasi arbitrio da parte del
datore di lavoro. Chi avrebbe più il
coraggio di creare coscienza e
organizzazione sindacale sul posto di
lavoro? Chi avrebbe più il coraggio di
reclamare i propri diritti, il rispetto
della propria dignità?
Lobiettivo
del governo Berlusconi è dunque quello
di stroncare qualsiasi tipo di
organizzazione sindacale, per ridurre
ogni dipendente ad essere solo e
indifeso, esposto ad ogni ricatto e
intimidazione, con la possibilità di far
valere i propri diritti solo a rischio di
licenziamento.
Ma
la posta in gioco è in prospettiva
ancora più alta. Una sconfitta dei
lavoratori incoraggerebbe il governo a
intensificare la battaglia già
ingaggiata senza esclusione di colpi
contro lautonomia della
magistratura, contro la scuola e la sanità
pubblica, contro lo stesso sistema
democratico del nostro Paese. Lo
sbocco finale è un regime autoritario.
Dopo
limponente manifestazione del 23
marzo, che ha reso visibile quale possa
essere la forza, immensa e pacata, delle
lavoratrici e dei lavoratori, non si deve
pertanto correre il rischio di sottovalutare
gli attacchi del centrodestra e di
Confindustria. Siamo in una fase di
scontro politico nel paese molto
delicato, sia sul piano della tenuta
unitaria che sull'asprezza dello scontro,
che dovrà essere in grado di reggere nel
tempo e di avere ulteriori momenti di
unificazione ed intensificazione della
lotta ben oltre lo stesso sciopero
generale.
E'
quindi importante esserci: dobbiamo far
sentire più forte la nostra voce, la
nostra protesta, la nostra volontà di
riscatto.
E
dallesito di questa dura lotta
e siamo solo ancora agli inizi -
contro la politica del governo Berlusconi
che usciranno i rapporti di forza che
determineranno il futuro e le condizioni
di tutti i lavoratori italiani e
segneranno levoluzione dei rapporti
democratici e la dignità del lavoro nel
nostro Paese.
Le
iniziative di lotta dei lavoratori sono
oggi la speranza di tutto il Paese, la
speranza di recuperare gli spazi di
democrazia, ormai sempre più angusti.
E
in questa lotta ed in questa speranza i
Comunisti Italiani ci sono e stanno
lavorando intensamente per allargare le
adesioni e la partecipazione. Ancora
una volta è in gioco la democrazia del
nostro Paese. Ancora una volta i
comunisti italiani saranno in prima fila
per difenderla.
Bolzano, 13 aprile 2002
Il segretario regionale
dei Comunisti Italiani
Carlo Carlini
|