Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

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Oggetto: Piena e convinta adesione allo sciopero generale del 6 settembre contro una manovra finanziaria iniqua ed economicamente devastante

 

Il Partito dei Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige invita tutti i lavoratori, gli studenti e i pensionati ad aderire in maniera massiccia allo sciopero generale indetto dalla CGIL per il 6 settembre e a partecipare alla manifestazioni provinciali che si svolgeranno a Bolzano e a Trento.

Di fronte alla grave situazione economico-sociale in cui versa il Paese la risposta del governo di Berlusconi è un'avventuristica e catastrofica politica economica e finanziaria che mostra, ancora una volta, con chiarezza un solo volto: il carattere di classe del governo Berlusconi, che - con la manovra che sta varando, per quanto ancora posticcia in molte delle sue parti - favorisce la crescita delle disuguaglianze sociali, incide pesantemente sul potere d'acquisto delle retribuzioni e delle pensioni e sta portando il Paese allo sfascio economico.

Si tratta infatti di una manovra economica che, in nome del “pareggio del bilancio”, riduce i salari dei lavoratori dipendenti e non solo, estende il modello Marchionne a ogni azienda, elimina quanto resta dei diritti sindacali e politici dei lavoratori, depaupera gli enti locali e riduce la loro autonomia, aumenta sfruttamento e precarietà, svende quello che ancora resta del patrimonio pubblico e cede ai privati la gestione di servizi ancora pubblici. Non è solo una manovra iniqua, ma anche economicamente devastante!

Anche per l'improvvisazione delle misure proposte la manovra del governo - per raccogliere 45 miliardi e mezzo nei prossimi due anni - ha suscitato la protesta con manifestazioni pubbliche anche di sindaci e amministratori locali, è già stata bocciata dalla Corte dei Conti e dalla Banca Centrale Europea e addirittura dalla stessa Confindustria, per gli effetti recessivi che produce, ha inoltre aumentato il marasma nella maggioranza e nello stesso governo con continue modifiche, vere o finte, presentate e ritirate. Tutto ciò dimostra in maniera inequivocabile quanto poco antiunitaria, “inutile” o addirittura “dannosa” - come maldestramente è stata definita dai soliti Soloni di turno - sia stata l’iniziativa della CGIL di indire lo sciopero generale. Tutte le misure che si stanno escogitando, a partire dallo stesso ritiro dei “contributi di solidarietà” del 5 e del 10 per cento rispettivamente per i redditi superiori a 90 mila e 150 mila euro l’anno, confermano che i richiami all’unità, alla coesione nazionale venuti da tante parti erano in realtà inviti all’unità di chi dovrebbe pagare il prezzo della crisi con chi l’ha provocata. Era l’unità dei depredati coi predatori. Impossibile e comunque dissennata.

Non è questa l’unità necessaria. L’unità necessaria è quella delle masse popolari su una linea politica diversa che cominci a far pagare chi negli ultimi 20 anni ha accumulato ricchezze enormi e continua ad accumularle anche ora con la crisi. Lo sciopero indetto dalla CGIL è un importante tassello per costruire questa unità. Ma non è solo questo: con esso la discussione sulle misure da prendere è portata fuori dalle aule del palazzo, dove una maggioranza fittizia, frutto di una legge elettorale truffa, può ridurre ogni discussione a mera accademia. Mette in campo e dà voce ai milioni di lavoratori, disoccupati, pensionati e costituisce l’inizio di un percorso di lotta - l'unico possibile e da seguire fino in fondo - per prospettare dal basso un altro modello economico per il Paese.

È dunque importante non solo aderire ma anche partecipare per dire un forte no a questa manovra finanziaria e affermare che un'altra manovra non solo è possibile, ma è necessaria.

E in questa lotta per difendere i diritti sociali e recuperare anche gli spazi di democrazia - che sono  ormai sempre più angusti - i Comunisti Italiani non mancheranno di far sentire la loro voce. 

Bolzano,  lì  3 settembre 2011

 

Partito dei Comunisti Italiani

Federazione Trentino Alto Adige

il segretario regionale

Carlo Carlini



 

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