In Italia i movimenti per l'acqua pubblica hanno scelto la
data del 4 dicembre per tornare in piazza in tutte le regioni
con le seguenti parole d’ordine: Fermare le privatizzazioni
fino al Referendum; Moratoria subito: nessuna gara d'appalto per
i servizi idrici né abolizione delle Autorità d'Ambito
territoriali fino a quando il popolo italiano non si sarà
espresso nel referendum richiesto con oltre 1.400.000 firme;
Diritto di voto entro - e non oltre - il 2011.
Anche a Bolzano e a Trento si terranno due di queste
manifestazioni contro la “privatizzazione dell’acqua”, promosse
dal Forum italiano dei movimenti dell’acqua. Oltre ad aderire i
Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige invitano i cittadini
a parteciparvi. Non solo in difesa dell’acqua “bene comune”, ma
per opporsi con forza al cosiddetto “decreto Ronchi” che
obbliga tutti gli enti locali ad appaltare a privati tutti i
servizi pubblici, esclusi solo la distribuzione del gas
naturale, dell’energia elettrica, la gestione delle farmacie
comunali e il trasporto ferroviario regionale.
Non si tratta solo dell’acqua infatti, che per sé
rimarrebbe pubblica. Il disegno è quello di estromettere per
legge gli enti locali dalla gestione del servizi pubblici anche
attraverso società di natura privatistica come le società per
azioni delle quali abbiano il controllo. L’obiettivo del governo
è quello di assicurare ai privati (grandi colossi
multinazionali, non singole persone) il grande business non solo
della gestione della fornitura dell’acqua ma anche delle
fognature, dei depuratori, della raccolta e smaltimento di
rifiuti solidi, forse anche il servizio di trasporto pubblico e
altro. Cosa che comporterà fatalmente un aumento di costi perché
lo scopo dei privati non è tanto quello di assicurare un
servizio efficiente quanto il guadagno (che nel caso di aziende
pubbliche può essere molto contenuto e ritorna comunque nelle
casse pubbliche).
Inoltre, specialmente per il servizio idrico e lo
smaltimento dei rifiuti è indispensabile un controllo continuo
su come il servizio viene effettuato perché non ci si deve mai
fidare degli altri, vedi le vicende delle discariche di Monte
Zaccon o di Sardigna. E i controlli costano. Non servono invece,
perché sono automatici, se il servizio è svolto da aziende
pubbliche. E c’è infine il problema della corretta manutenzione
degli impianti, che una società privata non ha molto interesse a
curare come si deve specialmente in prossimità della scadenza
del contratto di appalto.
Da ultimo, sarebbe importante anche dire come i servizi
dovrebbero venire effettuati, specialmente se si ritiene che non
vadano bene, per la loro natura privatistica, le società per
azioni in proprietà degli enti pubblici. Se in gestione diretta,
o attraverso municipalizzate, consorzi di comuni o altro. Su
questo non si è vista finora una discussione sufficientemente
approfondita. L’importante è in ogni caso che si possa avere una
rete nazionale di gestioni pubbliche con un momento unitario
nazionale per la conoscenza dei problemi, per la ricerca
tecnologica e altro in modo da mettere a disposizione di tutti
le competenze più elevate sotto ogni punto di vista per
consentire un servizio di qualità elevata e ai costi minori.
Trento, lì 3 dicembre 2010
Federazione
Trentino Alto Adige
del Partito dei
Comunisti Italiani