Comunicato Stampa
del 3 dicembre 2010

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

39100 Bolzano - via S.Vigilio n.76
Tel. 0471/279278 oppure 339/8907251

Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

 

Oggetto:  Adesione dei Comunisti Italiani alle manifestazioni nazionale indetta dal Forum italiano dei movimenti dell’acqua per il 4 dicembre. 

 

 

 

 

In occasione della riunione - dal  29 novembre al 10 dicembre 2010 - a Cancun della 16° Conferenza delle parti (COP), dove nell’ambito dell’Onu, i Governi discuteranno su una delle grandi emergenze del pianeta, quella dei cambiamenti, si manifesta in tutto il mondo per la giustizia climatica.

In Italia i movimenti per l'acqua pubblica hanno scelto la data del 4 dicembre per tornare in piazza  in tutte le regioni  con le seguenti parole d’ordine: Fermare le privatizzazioni fino al Referendum; Moratoria subito: nessuna gara d'appalto per i servizi idrici né abolizione delle Autorità d'Ambito territoriali fino a quando il popolo italiano non si sarà espresso nel referendum richiesto con oltre 1.400.000 firme;  Diritto di voto entro - e non oltre - il 2011.

Anche a Bolzano e a Trento si terranno due di queste manifestazioni contro la “privatizzazione dell’acqua”, promosse dal Forum italiano dei movimenti dell’acqua. Oltre ad aderire i Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige invitano i cittadini a parteciparvi. Non solo in difesa dell’acqua “bene comune”, ma per opporsi con forza al cosiddetto “decreto Ronchi”  che obbliga tutti gli enti locali ad appaltare a privati tutti i servizi pubblici, esclusi solo la distribuzione del gas naturale, dell’energia elettrica, la gestione delle farmacie comunali e il trasporto ferroviario regionale.

Non si tratta solo dell’acqua infatti, che per sé rimarrebbe pubblica. Il disegno è quello di estromettere per legge gli enti locali dalla gestione del servizi pubblici anche attraverso società di natura privatistica come le società per azioni delle quali abbiano il controllo. L’obiettivo del governo è quello di assicurare ai privati (grandi colossi multinazionali, non singole persone) il grande business non solo della gestione della fornitura dell’acqua ma anche delle fognature, dei depuratori, della raccolta e smaltimento di rifiuti solidi, forse anche il servizio di trasporto pubblico e altro. Cosa che comporterà fatalmente un aumento di costi perché lo scopo dei privati non è tanto quello di assicurare un servizio efficiente quanto il guadagno (che nel caso di aziende pubbliche può essere molto contenuto e ritorna comunque nelle casse pubbliche).

Inoltre, specialmente per il servizio idrico e lo smaltimento dei rifiuti è indispensabile un controllo continuo su come il servizio viene effettuato perché non ci si deve mai fidare degli altri, vedi le vicende delle discariche di Monte Zaccon o di Sardigna. E i controlli costano. Non servono invece, perché sono automatici, se il servizio è svolto da aziende pubbliche. E c’è infine il problema della corretta manutenzione degli impianti, che una società privata non ha molto interesse a curare come si deve specialmente in prossimità della scadenza del contratto di appalto.

Da ultimo, sarebbe importante anche dire come i servizi dovrebbero venire effettuati, specialmente se si ritiene che non vadano bene, per la loro natura privatistica, le società per azioni in proprietà degli enti pubblici. Se in gestione diretta, o attraverso municipalizzate, consorzi di comuni o altro. Su questo non si è vista finora una discussione sufficientemente approfondita. L’importante è in ogni caso che si possa avere una rete nazionale di gestioni pubbliche con un momento unitario nazionale per la conoscenza dei problemi, per la ricerca tecnologica e altro in modo da mettere a disposizione di tutti le competenze più elevate sotto ogni punto di vista  per consentire un servizio di qualità elevata e ai costi minori.

 

Trento,  lì 3 dicembre 2010

 

Federazione Trentino Alto Adige
del Partito dei Comunisti Italiani