Comunicato Stampa
del 6 settembre 2010

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

39100 Bolzano - via S.Vigilio n.76
Tel. 0471/279278 oppure 339/8907251

Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

 

Oggetto:  Le Comunità di valle: enti di dubbia costituzionalità

 

 

È fuori discussione che specialmente in una provincia come la nostra i comuni minori non possono programmare quasi niente se non in accordo con gli altri comuni vicini e con la Provincia. La legge 16 giugno 2006, n. 3 che istituisce le Comunità di Valle tuttavia non risolve affatto il problema. Crea solo degli enti intermedi fra la Provincia e i comuni, sovraordinati rispetto a questi e di dubbia costituzionalità  – le Comunità di Valle appunto – alle quali assegna di fatto una serie di competenze apparentemente attribuite ai comuni ma in realtà tolte loro obbligandoli ad esercitarle in forma associata attraverso le Comunità. Un capolavoro di ipocrisia.

In quanto associazioni obbligatorie, le Comunità non sono emanazioni dei comuni, non li rappresentano e difatti hanno anche compiti diversi dalle misere competenze residue che la legge stessa riserva ai comuni. Questo non è contraddetto ma piuttosto confermato dal fatto che molti atti delle Comunità devono essere successivamente approvati dalla maggioranza dei comuni. Una seconda approvazione non sarebbe necessaria se le comunità fossero davvero emanazione dei comuni, se ne rappresentassero davvero gli orientamenti e la volontà. Nate con un atto d’imperio, le Comunità di Valle hanno tutti i requisiti per diventare strumento di imperio.

Non è sbagliato è che i comuni si associno per risolvere problemi oggettivamente di natura sovracomunale. Quella è anzi la via da percorrere, e in effetti percorsa autonomamente dai comuni in ambiti più ristretti e cono obiettivi più limitati. Sbagliato è che l’associazione sia imposta dall’alto per legge e non il risultato di una autonoma presa di consapevolezza dei comuni che – certo, anche in seguito a un’azione di stimolo da parte della Provincia – riconoscono l’utilità di associarsi per risolvere assieme problemi comuni, decidono le forme di associazione, magari diversificate a seconda della natura dei problemi, i modi di costituzione e funzionamento ecc. Un processo certo più lungo e faticoso, ma più legittimo e sicuro.

Non essendo emanazione dei comuni, le Comunità di Valle così come previste rischiano invece di diventare mero strumento della giunta provinciale, mentre i comuni rischiano di non avere più alcun peso politico e di essere ridotti in pratica a decidere solo in materia di volontariato sociale per i servizi d'interesse locale, di vigili del fuoco e interventi di prevenzione dei rischi sempre a carattere comunale, di espropriazioni per opere di interesse comunale.

Il punto fondamentale di un “programma” della sinistra, che eventualmente volesse presentarsi alle elezioni con liste civiche, dovrebbe essere la modifica totale di questa legge e un lavoro culturale per porre le basi per associazioni di comuni che rappresentino realmente uno sforzo per superare gli ambiti ristretti dei singoli comuni.

 

Trento,  lì 6 settembre 2010

 

La Segreteria

della Federazione Trentino Alto Adige
del Partito dei Comunisti Italiani



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