Comunicato Stampa
del 18 giugno 2009

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

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Oggetto:  Il diabolico imbroglio degli apprendisti stregoni

I promotori del referendum di domenica prossima continuano a sostenere che esso serve per migliorare la legge per l’elezione del Parlamento nazionale (quella che lo stesso  on. Calderoli ha definito “una porcata”). Affermazione che di per sé dovrebbe essere ovvia: non possono certo dire di averlo promosso per peggiorarla. Ma il miglioramento in che cosa consisterebbe ? L’aspetto più odioso della legge elettorale in vigore, quello che ha suscitato una forte reazione popolare, è l’impossibilità di esprimere preferenze. I seggi assegnati alla lista vengono attribuiti secondo l’ordine di presentazione dei candidati. Gli eleggibili, in sostanza, non sono “scelti” dagli elettori bensì “nominati” dalle segreterie nazionali, il che – togliendo ogni velo – nella realtà attuale comporta l’investitura da parte del “principe” di turno. Ebbene questo aspetto scandaloso non viene minimamente toccato dal referendum. Rimane tale e quale.

La legge viene invece fortemente peggiorata dai due quesiti più importanti che propongono l’abolizione della possibilità di presentare coalizioni di liste. Sembra un’inezia, ma nell’insieme della legge questo stravolge ogni concetto di rappresentanza e di democrazia.

Il premio di maggioranza previsto dalla legge verrebbe attribuito infatti ad una sola lista, quella che ha il maggior numero di voti. Un premio che alla Camera darebbe 340 deputati su 630 (il 54 per cento) alla lista che ottenesse più voti. I rimanenti 290 deputati andrebbero suddivisi fra gli altri, che potrebbero rappresentano anche più di due terzi della popolazione. Una minoranza, magari anche cospicua, diventerebbe maggioranza per legge. Una sconcezza che aggraverebbe di molto la “porcata” di Calderoli.

Anche nella legge attuale, dicono i sostenitori del referendum, il premio c’è. Ma questa non è un’argomentazione, tanto più che riguarda le coalizioni: è solo una foglia di fico per coprire la vergogna del resto. E che resto: di là dal mito della governabilità si renderebbe estremamente semplice lo stravolgimento della nostra Costituzione; infatti al partito che ottenesse la maggioranza ope legis basterebbe poi accordarsi con una forza minore per superare anche i due terzi dei componenti del Parlamento ed in tal modo approvare una profonda revisione del testo costituzionale, tale da abbattere i pilastri della nostra democrazia senza nemmeno dover più ricorrere al referendum confermativo.

Si tratta di un vero e proprio furto di democrazia, che farebbe impallidire non solo la “Legge truffa” del 1953, ma anche la Legge Acerbo di mussoliniana memoria.

L’imbroglio da veri e propri apprendisti stregoni è infatti diabolico. Votando “no” si dichiara in pratica che va bene la legge attuale, votando “sì” il risultato è una legge molto peggiore: resterebbero le liste bloccate, senza possibilità alcuna di esprimere preferenze, e si aggiungerebbe un’altra grave porcata, il premio di maggioranza alla lista che ottenga più voti. Come dover scegliere fra la fucilazione e la sedia elettrica.

Noi esprimiamo un netto rifiuto per tutte e due le soluzioni e proponiamo di respingere nettamente questo imbroglio, non presentandosi nemmeno a votare per far mancare il quorum e mandare all’aria questo referendum truffaldino che non a caso piace tanto a Berlusconi.

  

Bolzano, lì 18 giugno 2009

Il segretario regionale del P.d.C.I.

Carlo Carlini



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di Paola Pellegrini
da "La Rinascita della Sinistra"