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Ai quotidiani ed
alle emittenti radio-televisive locali
Oggetto: Il
diabolico imbroglio degli apprendisti stregoni
I
promotori del referendum di domenica prossima continuano
a sostenere che esso serve per migliorare la legge per
l’elezione del Parlamento nazionale (quella che lo
stesso on. Calderoli ha definito “una porcata”).
Affermazione che di per sé dovrebbe essere ovvia: non
possono certo dire di averlo promosso per peggiorarla.
Ma il miglioramento in che cosa consisterebbe ?
L’aspetto più odioso della legge elettorale in vigore,
quello che ha suscitato una forte reazione popolare, è
l’impossibilità di esprimere preferenze. I seggi
assegnati alla lista vengono attribuiti secondo l’ordine
di presentazione dei candidati. Gli eleggibili, in
sostanza, non sono “scelti” dagli elettori bensì
“nominati” dalle segreterie nazionali, il che –
togliendo ogni velo – nella realtà attuale comporta
l’investitura da parte del “principe” di turno. Ebbene
questo aspetto scandaloso non viene minimamente toccato
dal referendum. Rimane tale e quale.
La legge viene invece
fortemente peggiorata dai due quesiti più importanti che
propongono l’abolizione della possibilità di presentare
coalizioni di liste. Sembra un’inezia, ma nell’insieme
della legge questo stravolge ogni concetto di
rappresentanza e di democrazia.
Il premio di maggioranza
previsto dalla legge verrebbe attribuito infatti ad una
sola lista, quella che ha il maggior numero di voti. Un
premio che alla Camera darebbe 340 deputati su 630 (il
54 per cento) alla lista che ottenesse più voti. I
rimanenti 290 deputati andrebbero suddivisi fra gli
altri, che potrebbero rappresentano anche più di due
terzi della popolazione. Una minoranza, magari anche
cospicua, diventerebbe maggioranza per legge. Una
sconcezza che aggraverebbe di molto la “porcata” di
Calderoli.
Anche nella legge attuale,
dicono i sostenitori del referendum, il premio c’è. Ma
questa non è un’argomentazione, tanto più che riguarda
le coalizioni: è solo una foglia di fico per coprire la
vergogna del resto. E che resto: di là dal mito della
governabilità si renderebbe estremamente semplice lo
stravolgimento della nostra Costituzione; infatti al
partito che ottenesse la maggioranza ope legis
basterebbe poi accordarsi con una forza minore per
superare anche i due terzi dei componenti del Parlamento
ed in tal modo approvare una profonda revisione del
testo costituzionale, tale da abbattere i pilastri della
nostra democrazia senza nemmeno dover più ricorrere al
referendum confermativo.
Si tratta di un vero e proprio
furto di
democrazia, che farebbe impallidire non solo la “Legge
truffa” del 1953, ma anche la Legge Acerbo di
mussoliniana memoria.
L’imbroglio da veri e propri apprendisti stregoni è
infatti diabolico. Votando “no” si dichiara in pratica
che va bene la legge attuale, votando “sì” il risultato
è una legge molto peggiore: resterebbero le liste
bloccate, senza possibilità alcuna di esprimere
preferenze, e si aggiungerebbe un’altra grave porcata,
il premio di maggioranza alla lista che ottenga più
voti. Come dover scegliere fra la fucilazione e la sedia
elettrica.
Noi esprimiamo un netto rifiuto per tutte
e due le soluzioni e proponiamo di respingere nettamente
questo imbroglio, non presentandosi nemmeno a votare per
far mancare il quorum e mandare all’aria questo
referendum truffaldino che non a caso piace tanto a
Berlusconi.
Bolzano,
lì 18 giugno 2009
Il segretario
regionale del P.d.C.I.
Carlo Carlini |