Comunicato Stampa
del 2 novembre 2006

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

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Oggetto: Lotta alla precarietà: l’adesione dei Comunisti Italiani alla Manifestazione nazionale del 4 novembre contro la precarietà e la richiesta di un segnale forte anche da parte dell’amministrazione provinciale e comunale  di Bolzano

Piena e convinta adesione dei Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige alla manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 4 novembre contro la precarietà che anche in provincia, anche a Bolzano, inizia a caratterizzare pesantemente i rapporti di lavoro, sia nel settore pubblico che in quello privato.

Il lavoro precario è una vera e propria emergenza sociale: infatti la precarietà non è solo una condizione lavorativa, caratterizzata da incertezza, bassi salari e poche tutele, ma è anche una condizione di vita che non consente ai più giovani, ma ormai anche ai non più giovani, di programmare la quotidianità con i suoi piccoli e grandi progetti, che ognuno deve poter coltivare.

 È giunto perciò il momento di rivendicare a gran voce un cambiamento netto di tutta la legislazione che in questi anni ha precarizzato il lavoro e la vita sociale, per conquistare il diritto a condizioni di vita dignitose, per la libertà di decidere per sé e per il proprio avvenire.

La fine del regime della precarietà, che oggi tocca milioni di lavoratrici e lavoratori, passa prima di tutto attraverso l’abrogazione delle tre leggi simbolo della politica per la precarietà del governo delle destre: la Legge 30, la legge Bossi-Fini sui migranti e la legge Moratti sulla scuola.

Una vera e propria riscrittura di tutta la legislazione sul lavoro e sull’occupazione deve mettere fine a tutte le forme di precarietà permanente e diffusa, combattere il lavoro nero e sottopagato, contrastare la caduta dei salari, la flessibilità selvaggia negli orari, il peggioramento delle condizioni di lavoro e far sì che il lavoro a termine torni ad essere solo un eccezione.

Il settore pubblico deve dare l'esempio: lo sblocco delle assunzioni nelle pubbliche amministrazioni e l’assunzione a tempo indeterminato dei precari che lavorano nei servizi pubblici è anche condizione prima per una buona amministrazione. Senza un lavoro stabile non vi può essere un servizio pubblico adeguato che garantisca a tutti i diritti di cittadinanza.

La stabilizzazione di tutti i precari che da anni lavorano nella pubblica amministrazione e nel privato deve inoltre andare di pari passo con la fine dei processi di esternalizzazione e privatizzazione dei servizi pubblici; occorre riassorbire all’interno delle strutture pubbliche il lavoro esternalizzato che viene normalmente attuato al solo scopo di ridurre diritti e salari.

I Comunisti italiani dell’Alto Adige, oltre ad aderire alla manifestazione nazionale, chiedono che un segnale forte venga lanciato anche a Bolzano sia dalla Giunta provinciale che da quella comunale, iniziando a dare delle risposte concrete nei propri settori di competenza.

Chiediamo pertanto alla Giunta provinciale e alla sua vicepresidente, nonché assessora al Lavoro, di non disperdersi in amene discussioni sui posti apicali, ma di seguire  le orme di quella del Trentino, dando un segnale di discontinuità rispetto ai blocchi delle assunzioni e alle politiche contrarie alla valorizzazione della pubblica amministrazione, come del resto teoricamente riportato anche nel programma di legislatura laddove si afferma che i "cosiddetti contratti di lavoro atipici sono validi per esigenze chiaramente limitate nel tempo, ma non devono in nessun caso diventare la regola".

Tanto più un'assessora eletta in una lista dall’enfatico titolo "Pace e diritti" dovrebbe prima di tutto cercare di incidere rispetto a quelli che nel proprio programma elettorale erano definiti "due temi centrali" e cioè il miglioramento della sicurezza sul lavoro e la lotta contro la precarizzazione del lavoro.

Invitiamo inoltre fortemente la Giunta di Bolzano e l’assessore competente a realizzare in proposito quanto a sua volta scritto  nel programma con cui si sono presentati alle elezioni del novembre scorso, laddove si parlava esplicitamente di limitare la precarietà del lavoro all’interno dell’amministrazione comunale e di rapporti di lavoro da stabilizzare.

Dalle promesse elettorali un anno è ormai passato ed i segnali in proposito sono stati davvero pessimi. Non si è manifestata alcuna reale volontà politica di mutare lo stato di cose esistenti e la disciplina del Patto di stabilità è diventata un feticcio che ha coperto la riduzione dei posti nella pianta organica dell’amministrazione comunale, l’avvio di nuove esternalizzazioni  e addirittura l’accettazione del principio che d’ora in poi tutte le nuove assunzioni saranno a tempo determinato.

In realtà la camicia di forza che impedisce di affrontare il nodo del lavoro precario non è il Patto di stabilità o i nuovi tagli del bilancio comunale che si prospettano, ma l’assenza di una precisa volontà politica delle due Giunte e l’atteggiamento imbelle di chi dovrebbe rappresentare più compiutamente tali istanze. Basterebbe spostare l’occhio solo a cinquanta chilometri di distanza per notare che ci si può muovere altrimenti: nello scorso giugno in Trentino la Giunta Provinciale ha presentato un disegno di legge per stabilizzare il personale precario, pur in presenza di vincoli analoghi a quelli esistenti in Alto Adige.

All’assessore al personale del Comune di Bolzano sarebbe forse il caso di spiegare che demagogia non è richiedere la riduzione delle indennità da capogiro dei consiglieri comunali in tempi di vacche magre, tanto più nel mentre si permette la riduzione del personale dell’amministrazione comunale,  demagogia è semmai sottoscrivere un programma puramente elettoralistico che non si ha alcuna intenzione o possibilità di rispettare. Se non si è in grado di incidere negli equilibri politici di Giunta, pur avendo i voti per farlo, le dimissioni sarebbero l’unico atto di decenza. Davvero troppo sarebbe doversi sciroppare un comunicato sulle politiche mondiali di stampo neoliberista, nel mentre si è succubi e silenti rispetto al proprio ambito di competenza.

Bolzano, lì 2 novembre 2006
 

Partito dei Comunisti Italiani

Federazione Trentino Alto Adige



Pagliarini a Bolzano:
Precarietà nel pubblico impiego, Il PdCI si mobilità
dal "Corriere dell'Alto Adige" del1'8 maggio 2007

«Troppi precari nei Comuni»
dall' "Alto Adige"
del1'8 maggio 2007