
Comunicato Stampa
del 12 novembre 2005
Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige
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Oggetto: Analisi
del risultato elettorale e piena fiducia al segretario
regionale
Mercoledì
sera si è tenuta una riunione - particolarmente
affollata - della sezione di Bolzano dei Comunisti
Italiani e si è approfondita l'analisi dell'esito delle
elezioni comunali in relazione sia alla situazione
politica che si è in tal modo venuta definendo che alle
possibili ripercussioni interne al nostro stesso
partito.
Dopo aver sottolineato, che per effetto della
polarizzazione del voto, i risultati di questa tornata
elettorale amministrativa non possono considerarsi certo
soddisfacenti per il P.d.C.I., dato il calo dall'1,7
all'1,0% e la conseguente mancata elezione di un
consigliere comunale, il segretario regionale si è
assunto la piena responsabilità politica di quanto
accaduto ed ha comunicato, come già ventilato, di aver
rassegnato le dimissioni direttamente al segretario
nazionale Oliviero Diliberto.
Nel
corso della riunione i compagni di sezione hanno
manifestato a più riprese piena fiducia al segretario
regionale, in quanto la linea politica è stata
pienamente condivisa dall'inizio alla fine ed anzi,
tanto più dopo i risultati riscontrati, per gli
equilibri che si sono determinati all'interno della
coalizione vincente, si conferma in pieno l'anomalia del
centro-sinistra bolzanino, per la svolta verso
posizioni assai moderate, con l'alleanza già in prima
battuta con la SVP e l'ancoraggio ormai stabile
con l’UDC, ancoraggio quest'ultimo significativo sul
piano politico e non certo su quello elettorale.
In
effetti, solo, equivocando deliberatamente
tra situazione locale e nazionale, serrando i ranghi,
mettendo l'elmetto a chi di dovere, contando
sull'oscuramento delle nostre posizioni da parte del più
letto giornale locale e puntando sulla piena
mobilitazione dell’elettorato di madre lingua tedesca, i
cocci del centro-sinistra locale, in balia dell'unica
otre di ferro, sono riusciti a far eleggere un sindaco,
il cui partito di riferimento ha visto crollare i
consensi dal 12,2 al 7,16%.
La deriva moderata del centro-centrosinistra locale si
nota proprio dai numeri ottenuti dagli altri principali
partiti all’interno della coalizione vincente: oltre al
tracrollo della Margherita sono significativi i dati
dell'ulteriore calo dei Verdi, dal 5,6 al 4,33% (da 3 a
2 seggi), il fatto che Rifondazione, pur potendo giocare
su una rendita di posizione (formalmente il partito più
a sinistra all'interno della compagine di Spagnolli),
abbia a stento conservato i 2 seggi già acquisiti, pur
scendendo dal 3,2 al 3,0%, che lo stesso Projekt Bozen
abbia perso voti, passando dal 2,0 all' 1,8% e che in
controtendenza, solo risucchiando da sinistra i voti
della paura, siano risaliti dall’8,2 al 9,2% i DS, o
meglio il partito di Gnecchi-Camin-Bassetti, (questa è
ormai la sinistra a Bolzano a livello istituzionale:
Caritas + Ordine degli architetti). Insomma a farla da
padrona sarà la SVP, cresciuta dal 16,7 al 21,85% (da 8
a 11 seggi), che potrà di volta in volta riscrivere la
favola di Biancaneve ed i sette/nove nani, contando sul
Brontolo di turno.
Il tema di dove stia scomparendo la Sinistra in Alto
Adige è dunque sempre più attuale e tanto più valida si
rivela la linea politica da noi adottata. Per queste
ragioni non solo i compagni sia di Sezione che dello
stesso Comitato regionale hanno invitato a più riprese
il compagno Carlini a non demordere ed a ritirare le
dimissioni, ma in maniera ancor più ferma il
segretario nazionale Oliviero Diliberto le ha rigettate,
confermando immutata stima e rinnovata fiducia al
segretario, sostenendo che altra linea egli stesso non
avrebbe minimamente potuto condividere: la politica ha
infine sottolineato "non si ferma mai ad un risultato
elettorale, ma va avanti e noi guardiamo avanti."
Partito dei Comunisti Italiani
Sezione di
Bolzano
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