Come ormai
ben noto, il 16 ottobre l'Unione terrà le primarie per
la scelta di chi dovrà guidare la coalizione nella lotta
contro Berlusconi alle politiche del prossimo anno.
Sotto il profilo
politico, il nostro Partito ha contestato la validità di
tale strumento, che continuiamo a ritenere inidoneo, per
almeno tre ragioni:
Primo, perché,
sebbene le primarie vengano presentate e percepite come
un fatto democratico, comportano in realtà
l’accentuazione del personalismo nella politica e la
conseguente accentuazione di una deriva plebiscitaria e
presidenzialista. Costituiscono, in sostanza, uno
snaturamento delle regole democratiche e costituzionali.
Secondo, perché
sono finte: se fossero vere, ci sarebbero o Rutelli o
Veltroni a sfidare Prodi su un’altra linea. Allo stato,
a concorrere con Prodi ci sono invece solo delle
comparse, dei competitori che non corrono per diventare
presidenti del consiglio, ma soltanto per farsi
propaganda in vista delle elezioni e per pesare di più
all’interno della coalizione.
Terzo, perché il
vero rischio è che si esca dalle primarie con il
candidato indebolito, dopo due mesi di campagna
elettorale dentro il centrosinistra e non contro la
destra, malgrado tutto quello che sta succedendo nel
nostro Paese e nel mondo.
Benché, dunque, costituiscano una inutile se non dannosa
pantomima, le primarie comunque si faranno ed il nostro
partito, che fa parte a pieno titolo dell'Unione, ha
conseguentemente deciso che l'unica scelta possibile non
è certo quella di proporre un proprio candidato, ma di
sostenere la candidatura di Romano Prodi e
per una ragione di fondo assai chiara :
perché è l’unico che può sfidare e battere Berlusconi.
Il
tema delle primarie va in ogni caso demistificato:
mentre gli altri partiti dell’Unione allestiranno i
propri banchetti per raccogliere le firme necessarie
alla presentazione dei singoli candidati alle primarie,
il nostro Partito intende invece entrare nel merito di
alcune questioni dirimenti, quali il lavoro e la scuola,
dando inizio alla raccolta di firme per l’abolizione
della legge 30 e della cosiddetta legge “Moratti",
controriforme reazionarie che hanno ricadute pesanti
sulla vita concreta delle persone e che il
centro-sinistra dovrà cancellare senza tentennamenti.
Anche a
Bolzano si sta ora affrontando la fase organizzativa
delle primarie, con la costituzione di un apposito
Comitato locale, composto da un rappresentante per ogni
Partito dell’Unione ed un
un nostro compagno
ha ieri avuto modo di prendere contatto con gli altri
Partiti in modo da avviare concretamente sul territorio
un lavoro che presenta aspetti politici e non solo
organizzativi alquanto delicati.
Ha così fatto
specie dover riscontrare come a Bolzano si tenda a far
passare eccessivamente sottotono le primarie: da
magnificato strumento di democrazia a suo tempo invocato
- dagli altri partiti s'intende - anche per la scelta
del candidato sindaco, ad inutile intralcio sulla via
delle elezioni comunali di novembre.
Che ciò dipenda
anche dal fatto che risulta difficile spiegare come
mai a Bolzano si preferisca ricercare un accordo con
l'UDC e con il Centro di Cigolla, che nulla hanno a che
fare con l'Unione, piuttosto che costituire una
coalizione propriamente di centro-sinistra ?
Quale che sia la
risposta, è il caso che non si cerchi di confondere
l'elettorato, utilizzando in maniera impropria le stesse
primarie in vista delle elezioni comunali: un conto è
l'Unione a livello nazionale e un altro è l'ampia
quanto disarticolata coalizione che si volge a
sostenere Spagnolli. A proposito che dire della
eventuale non partecipazione al voto dei Freiheitlichen
e dell'Union für Südtirol ? (Il
tutto per lasciar dormire sonni tranquilli alla SVP) Che
siano diventati anch'essi di sinistra ?