Il risultato della Sinistra Arcobaleno è
un autentico disastro, purtroppo fin troppo prevedibile,
anche se forse non in tali devastanti proporzioni:
l’Arcobaleno è stato sonoramente bocciato
dall’elettorato con meno del 4%, senza raggiungere il
quorum né alla Camera dei Deputati né al Senato, pur
partendo da un teorico 10,2% alla Camera e 11,6% al
Senato (sommando i risultati elettorali del 2006 di
Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Verdi e
addirittura senza “conteggiare” l’apporto della Sinistra
Democratica: un guscio risultato proprio vuoto).
Se da un lato, certo, ha inciso la
polarizzazione, il risucchio del cosiddetto “voto utile”
che ha inutilmente gonfiato il Pd di Veltroni che ha la
gravissima responsabilità di aver consegnato l'Italia
nelle mani di Berlusconi, dall’altro non va sottaciuto
che proprio in un tale contesto sarebbe stato necessario
caratterizzare la sinistra con una sua chiara e forte
identità quale può essere solo quella comunista e che
l’averci imposto anche la rinuncia ai simboli del
lavoro, la falce e il martello, ha tanto più creato
sconcerto nell’elettorato comunista.
Anche in Trentino Alto Adige notevole è
risultato il disorientamento di molti elettori comunisti
che non si sono ritrovati in un progetto tutt’altro che
definito come quello della Sinistra Arcobaleno: ciò si è
tradotto nell’astensionismo e nel voto ad altre
formazioni. Non parliamo poi di quanto sia apparso del
tutto fuori luogo l’inserimento nella lista per la
Camera di alcuni candidati bolzanini che tutto
indicavano fuorché la novità. Che inoltre il miglior
risultato ottenuto nei sei collegi per il Senato sia
stato quello conseguito dal compagno Gianfranco Valduga,
un nome che per i comunisti di quella zona significa
molto, dovrebbe tanto più far riflettere chi, per
rincorrere la novità, tende a dimenticare la propria
storia.
Con la debacle del 13 e 14 Aprile 2008
l’esperienza della Sinistra Arcobaleno anche in Trentino
Alto Adige, se mai ha avuto un inizio, può ormai dirsi
conclusa. Ora il Partito dei Comunisti Italiani riparte
da una riflessione in autonomia e forte della sua
identità e dei propri valori continuerà a lottare per
dare voce a chi non ce l’ha. Un dato è infatti ormai più
che assodato: senza i comunisti la sinistra si disperde
e scompare.