La Sezione
di Bolzano del Partito dei Comunisti Italiani si è
riunita nei giorni scorsi per esaminare la situazione
politica che si è andata configurando in vista delle
elezioni comunali di novembre.
Rispetto alle nostre richieste di una forte ed
inequivocabile discontinuità prima di tutto sul piano
politico - per non parlare del personale politico che lo
dovrebbe incarnare - il silenzio dei partiti del
centro-sinistra bolzanino è stato assordante.
Prim'ancora
che di aspetti programmatici avevamo messo in risalto la
necessità di lanciare alla cittadinanza un segnale
politico forte e chiaro: un centro-sinistra, degno di
questo nome, avrebbe dovuto bocciare senza appello una
coalizione già perdente, che sotto mentite spoglie - di
là da qualche ammennicolo che fa le veci della sinistra
- possa riproporre il progetto del grande centro, con
la partecipazione da un lato dell'UDC dei Baratta e dei
Varalta, magari occultata nei simboli, e dall'altra dal
Centro di Cigolla e soci; un progetto, ovviamente, che
ha invece la benedizione della SVP, che in caso di
probabile sconfitta potrà poi - in questo modo -
procurarsi le truppe cammellate per una non troppo
malagevole via d'uscita.
Dal
centro-sinistra questo segnale però non è arrivato. Anzi
! Senza il minimo rispetto per quanti a sinistra si
stanno giustamente preoccupando per le sorti di questa
città, è stato "architettato" il solito indecoroso
spettacolo da prestidigitatori di terz'ordine: dopo
essersi strappate in pubblico (attraverso la carta
stampata) le consuete e lacere vesti di rito, è stata
tirata fuori dal cilindro la controfigura di Benussi,
per di più ricorrendo, solide parentele a parte, a chi
già svolgeva, con il beneplacito svp, funzioni di
sottogoverno.
Pertanto, allo stato attuale, non si danno le benché
minime condizioni politiche per poter appoggiare Luigi
Spagnolli e la sua coalizione e - a meno di sostanziali
novità che l'orizzonte politico locale non pare essere
in grado di mostrare - si rivelerà ineludibile per il
Partito dei Comunisti Italiani la necessità di proporre
una candidatura propriamente di Sinistra, che non in
termini annacquati, ma con forza, chiarezza e linearità
ponga in primo piano i problemi sociali ed i temi del
lavoro e che sappia indicare una prospettiva politica in
controtendenza rispetto allo snaturamento progressivo di
quelle forze (Ds in testa, ma non solo) che formalmente
si collocano ancora a sinistra e che in realtà stanno
solo cercando l'ultimo alibi per poter continuare come
se nulla fosse accaduto.