Comunicato Stampa
del 25 giugno 2005

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige
Sezione di Bolzano

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Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali
 

Oggetto:  LE PRE-CONDIZIONI PER UNA SVOLTA NEL CENTRO-SINISTRA A BOLZANO

 

 I risultati delle elezioni dell'8 e del 22 maggio scorso costituiscono un segnale estremamente forte, una richiesta in termini ultimativi prima di tutto alla Sinistra: un segnale di forte malcontento rispetto alla scelte di politica amministrativa attuate nell'ultimo quinquennio dalla passata giunta e la richiesta di una forte ed inequivocabile discontinuità a partire dal personale politico che si è reso artefice di quelle scelte.

E che questo segnale sia stato lanciato, e che questa richiesta sia stata avanzata innanzi tutto dallo stesso elettorato di sinistra risulta evidente, senza alcuna possibile ombra di dubbio, proprio esaminando l'esito del ballottaggio: moltissimi elettori di sinistra non se la sono sentita di tornare a votare per un sindaco, che di là dalla sua persona, simboleggiava quella politica e quelle scelte e così il centro-sinistra ha, senza averne avuta piena contezza, dilapidato un illusorio e teorico vantaggio di ben oltre 8.600 voti, per cui non ha perso per sette voti, ma per ben circa 8600 voti più sette.

Non tener conto di questi dati sarebbe uno stolido harakiri politico: un'analisi approfondita deve perciò farsi strada sul serio; non è questione di nomi, ma di contenuti e chi si illudesse con qualche gioco da prestidigitatore di terz'ordine di riproporre i soliti schemi asfittici, tirando fuori dal cappello la controfigura di Benussi, dopo essersi strappate in pubblico, senza la minima dignità, le consuete e lacere vesti di rito, temiamo che condannerà Bolzano ad essere sommersa da un'ondata nera senza possibilità di ritorno per molti anni.

Insomma a novembre non si dovrà dare un terzo turno, ma un nuovo primo turno, delle vere e proprie nuove elezioni, pena la disfatta non tanto del centro, che grande o piccolo alfine troverà i suoi accomodamenti, ma della Sinistra o meglio di quelle forze che Sinistra ancora sono realmente.

Ma allora è prima di tutto il segnale politico di risposta al nostro elettorato che deve essere altrettanto chiaro ed inequivocabile ed una prima fondamentale condizione politica va soddisfatta:  va bocciata senza appello una coalizione che  sotto mentite spoglie, magari da sinistra, riproponga il progetto del grande centro,  con la partecipazione dell'UDC dei Baratta e dei Varalta, una forza si badi bene,  che era pronta a farsi insidiare dalla sirena Benussi, se solo si fosse verificato un qualche smottamento da parte della Margherita (nessuno ricorda già più le preoccupazioni e le contromosse d'interdizione della DC di Modena, sua controfigura nell'alleanza del centrodestra?). 

Non basta edulcorare un'eventuale tale alleanza con l'ormai sempre più mesto coinvolgimento di qualche sbiadita foglia di fico, che accetti di dilavare i suoi già sbiaditi panni rossi con l'elogio della moderazione, è la prospettiva politica che dev’essere netta e chiara sin da subito alla cittadinanza tutta, con una chiara svolta a sinistra, con la formazione di una coalizione propriamente di centro-sinistra e con una SVP che sappia assumersi la piena responsabilità di una scelta prettamente politica.

Che tristezza, invece, vedere nella "Commissione dei saggi" - espressione alquanto fuori luogo  - il rubicondo viso di Baratta che affianca gli ormai  consueti apprendisti stregoni, già artefici di pesanti sconfitte : che sia questo il loro modo di elaborare il lutto per la sconfitta ? Speriamo che ci si ravveda, altrimenti ci provino a spiegare agli elettori che l'UDC, che alle politiche porterà i voti a Berlusconi, a livello locale starebbe invece compiendo un'ardita svolta politica che con le seggiole non ha nulla a che fare.

Se si vuole evitare la batosta elettorale, ben altre dovranno, dunque, essere le strade da percorrere: la città, in sostanza, deve sapere che a sinistra si vuole effettivamente cambiare prospettiva, rinnovando grandemente il proprio personale politico ed il proprio progetto di amministrazione della città, con un chiaro segnale di discontinuità rispetto al passato, per cercare di riconquistare prima di tutto la fiducia del proprio stesso elettorato.

  Se a questa prima condizione politica (No all'UDC) si affiancheranno delle precise condizioni programmatiche, allora e solo in quel caso i Comunisti Italiani non faranno mancare il loro apporto, che come in molti ormai sanno - soprattutto per il significato non solo elettorale ma anche politico - potrebbe risultare determinante.

  Almeno cinque per noi sono gli aspetti programmatici:

1) Condizioni di lavoro: impedire che si diano forme  di precarietà nell'ambito dell'amministrazione comunale con  la non applicazione della Legge 30 (cosiddetta Legge Biagi) o dei suoi derivati o con una sua disapplicazione nell'ambito d'intervento diretto ed indiretto del Comune;

2) Occupazione: intervento del Comune con la definizione di una politica del lavoro volta prima di tutto al rilancio della zona industriale, proponendo alla Provincia, di là dalle misure tampone rispetto alle emergenze, delle soluzioni di carattere strategico rispetto a quello che dovrà essere il ruolo di Bolzano  nell'ambito economico e più precisamente della produzione di beni;

3) Servizi sociali: la scelta di fondo cui dovrà ispirarsi il Comune di Bolzano dovrà essere quella di riappropriarsi della suo ruolo di primo attore in relazione ai servizi sociali, prima di tutto abbandonando la logica della esternalizzazione, dicendo invece un no secco a qualsiasi forma anche nascosta di privatizzazione. Conseguentemente si dovrà, invece, ampliare soprattutto l'offerta dei servizi di carattere primario.

4) Sanità senza ticket: il ruolo di indirizzo e di controllo delle politiche sanitarie da parte del Comune dovrà essere nettamente rafforzato. Se si tiene conto che il Piano sanitario provinciale tende a scavalcare ruolo e funzioni dei comuni e dei sindaci quali garanti della salute e del benessere delle loro comunità ed a rompere di fatto l’unitarietà degli interventi di carattere socio-sanitario, risulta prioritario per il nuovo sindaco intervenire con una proposta innovativa in netta controtendenza con una chiara e puntuale ridefinizione dei rapporti con l’ASL e con la Giunta provinciale, che porti prima di tutto a ripristinare il "diritto alla salute" di tutti i cittadini con la richiesta di cancellazione dei ticket sanitari.

5) Traffico: il piano della viabilità attuale, che ha portato alla semiparalisi della città e tanto più ha spaccato la città in due, va profondamente rivisto, con soluzioni che non penalizzino “l’utenza debole” con misure socialmente inique e non creino ulteriori difficoltà a chi si deve recare sui luoghi di lavoro. 

Come si può evincere non ci appassiona la querelle sui nomi, troppi e contemporaneamente di modesta levatura, sono quelli già in circolazione, sono, invece, i contenuti che per noi, Comunisti Italiani, devono servire a disegnare l'identikit del candidato sindaco e solo chi si impegnerà in prima persona di fronte a tutta la cittadinanza a realizzare nei primi cento giorni di mandato una serie di iniziative che rispondano a quelle che per noi sono le cinque priorità potrà contare sul nostro sostegno. Non ci servono inserzioni di punti in programmi patinati, ma un preciso impegno di fronte alla collettività: un impegno che solo se è di forte spessore politico può reggere. 

Che desolazione, comunque, dover riscontrare che a sinistra gli unici nomi che si propongono sono quelli di uomini che svolgono funzioni di sottogoverno o che si sono già baldanzosamente autocandidati alla guida della città. Possibile che la classe dirigente della sinistra locale non abbia un proprio candidato a tutto tondo ? E se poi, per pura ipotesi, questo candidato dovesse esserci, ma di madrelingua tedesca dovremmo forse bruciarlo perché a Bolzano il candidato dev'essere "italiano" ? E se, infine, il candidato non avesse formalmente il "marchio d.o.c." di essere di sinistra, ma dovesse impegnarsi sul serio rispetto ad un programma orientato a sinistra dovremmo forse rigettarlo ? 

  

Partito dei Comunisti Italiani

Federazione Trentino Alto Adige

Il segretario regionale

Carlo Carlini



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