
Comunicato Stampa
del 22 febbraio 2008
Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige
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Oggetto: Il PdCI
con la Lista Arcobaleno per riportare all'attenzione i
temi del lavoro e rimarcare l'importanza della
presenza comunista
Alla
presenza della compagna Paola Pellegrini, componente
della segreteria nazionale, si è riunito a Trento il
Comitato Regionale del Partito dei Comunisti Italiani
per esaminare la situazione politica generale a seguito
dello scioglimento anticipato delle Camere e valutare
quali siano le ricadute sullo scenario politico
regionale, il tutto in vista dell'ormai imminente
campagna elettorale.
Nel corso della
riunione, aperta agli iscritti, sono stati oggetto di un
approfondito ed articolato dibattito i seguenti punti:
1) La nascita
del PD e la deriva moderata:
l’incoronazione pseudo-plebiscitaria di Veltroni ha
aperto la strada ad una deriva moderata; la nascita del
PD ha infatti comportato, in primo luogo, la
destabilizzazione del governo Prodi - che è poi caduto
per mano di esecutori materiali collocati sulla
destra dell'Unione - e, in secondo
luogo, l'irresponsabile scelta avventurista del PD di
archiviare l'esperienza politica de "L'Unione" e di
correre da solo o meglio alleandosi solo con forze con
una forte connotazione centrista o liberista come
l'Italia dei Valori ed i Radicali; si tratta di una
scelta devastante che avrà come effetto quello di
riconsegnare il Paese nelle mani di Berlusconi.
2)
Uno scenario inquietante: si delinea una
drammatica deriva politica, che nel nome di un nuovismo,
vuoto e fine a se stesso, mette a repentaglio i pilastri
del nostro quadro istituzionale, del nostro Stato
democratico quale era stato disegnato dalla convergenza
dei valori e delle culture delle forze politiche
antifasciste. C'è il rischio che
le prospettate "larghe intese" tra Berlusconi e Pd
- configurate o meno anche in termini di governo
- portino a compimento il devastante disegno d'attuare
una serie di riforme costituzionali tanto profonde da
stravolgere del tutto la Costituzione repubblicana del
1948 e da approdare a un sistema politico bipartitico
fittizio in cui verrebbe meno qualsiasi prospettiva di
una società fondata sull'interesse generale e sarebbero
cancellate, con un marchingegno elettorale, tutte le
forze critiche presenti nella società, a partire prima
di tutto da chi ritiene centrale la contraddizione tra
capitale e lavoro.
3) Il
PdCI e la lista "la Sinistra-l'Arcobaleno" : il
Comitato Regionale del Trentino Alto Adige prende atto
che in vista delle elezioni politiche la Sinistra-l'Arcobaleno
si è configurata nei termini di una lista unica con la
rinuncia della presenza dei simboli del lavoro
all'interno del simbolo comune. Tale scelta è stata
dettata dalla necessità di non compromettere l'unità
della sinistra in un passaggio elettorale molto
delicato. Anche le vicende legate
alla formazione della
lista
unica dimostrano però che la formazione di un “soggetto
unitario e plurale" della sinistra è cosa più complessa
di quanto possa apparire e ha bisogno di un lungo lavoro
comune al quale ognuno partecipi con pari dignità come
si può avere soltanto in una forma confederale.
4) I contenuti e le modalità della
campagna elettorale: la campagna elettorale dovrà
diventare un'occasione per far emergere a pieno titolo i
temi del lavoro, dei diritti civili e sociali, della
pace e della laicità dello Stato e per far risaltare
l'approdo del Pd al vecchio interclassismo
democristiano, all’accordo fra le classi - in cui i
lavoratori dipendenti hanno sempre meno potere, sono
sempre più deboli e sfruttati, e i padroni del vapore
sono sempre più forti e aumentano i profitti.
Emblematica la candidatura di Ichino e di rappresentanti
della Confindustria.
Massima sarà la collaborazione con le altre forze
politiche che compongono "la Sinistra-l'Arcobaleno", il
che dovrà comportare la piena valorizzazione di tutti i
partiti e dei movimenti che la costituiscono, senza che
l'opportuno coordinamento delle iniziative, unitarie ma
anche autonome, si traduca nell'impropria individuazione
di un portavoce che fatalmente finirebbe per apparire il
leader. A tutte le iniziative che saranno concordate
sarà opportuna la presenza di rappresentanti di tutte le
forze politiche che formano la lista.
Soltanto una campagna elettorale intelligente rivolta
non solo al popolo della sinistra, ma anche a quello più
ampio democratico, progressista, laico, che detesta il
trasformismo, l’inciucio con la peggiore e più
impresentabile destra europea, alla fine farà capire che
l’unico voto utile è quello per la lista "La Sinistra-l'Arcobaleno".
Dovremo altresì
far capire che il voto non deve essere espressione di
fiducia verso forze che “faranno” in nome e per conto
dei più deboli ma manifestazione di volontà di una
politica diversa, come lo è stata la manifestazione del
20 ottobre scorso.
5)
La formazione della Lista per la Camera. Per
quanto riguarda la composizione della lista per la
Camera per la circoscrizione Trentino Alto Adige il
Comitato regionale ritiene opportuno precisare che,
proprio a causa di ciò che di fatto
impone il sistema elettorale in vigore, non a caso
definito "porcellum", essa dovrà necessariamente essere
decisa in sede nazionale nell’ambito di valutazioni
complessive che permettano a tutte le
forze politiche che costituiscono "la Sinistra-l'Arcobaleno"
di conseguire un'adeguata rappresentanza a livello
parlamentare. Ogni candidatura a capolista svincolata da
tale aspetto non può essere quindi più che una proposta
che ogni forza politica
può avanzare con pari dignità rispetto alle altre per
essere rappresentate in modo autorevole. Pertanto
la proposta dei Verdi di candidare il loro presidente
Marco Boato a capolista ha lo stesso valore della
candidatura del segretario regionale dei Comunisti
Italiani che a più riprese è stata sollecitata durante
la riunione ed è stata infine votata all'unanimità dal
Comitato regionale nel suo insieme.
A
prescindere dalle legittime proposte delle singole forze
politiche, il
Comitato Regionale ribadisce che vanno
assunti come criteri generali per la formazione
dell’intera lista la parità di genere e
il rinnovamento con la non ricandidatura di chi abbia
già svolto due legislature. Inoltre un tema che, data la
peculiarità della nostra regione - il carattere
plurilingue dell'elettorato - sarebbe opportuno prendere
in seria considerazione è quello di trovare la modalità
per riuscire a superare il monopolio della SVP in tema
di rappresentanza parlamentare della minoranza
linguistica tedesca.
6) I collegi uninominali al Senato. La
configurazione che, sotto il diktat della SVP, sta
sempre più chiaramente assumendo il cosiddetto patto
territoriale unitario autonomo dagli schieramenti
nazionali, risulterebbe un pateracchio impresentabile
che avrebbe il mero scopo, da una parte, di garantire
l'elezione di senatori di area moderata che non
darebbero alcuna garanzia di non votare a favore di un
governo Berlusconi o di "larghe intese" e, dall'altra,
di preservare le attuali fragili alleanze nelle due
diverse province in vista delle elezioni dell'autunno
prossimo. Date tali caratteristiche - che sovrappongono
gli ambiti e di fatto indeboliscono anche le prospettive
del centro-sinistra a livello locale -, il Comitato
regionale ritiene tale patto assolutamente
improponibile, perché oltre ogni limite della decenza,
anche per un "limone" già spremuto più volte e fino
all'ultima goccia, come è stato definito il
centrosinistra da un autorevole esponente della SVP.
Ritiene, invece, indifferibile la presentazione di
candidature della "Sinistra -Arcobaleno" in tutti e sei
i collegi uninominali del Senato, seguendo i criteri
generali già richiamati per la lista della Camera e in
modo tale da rappresentare nel modo più autorevole tutte
e quattro le forze politiche. Altre subordinate appaiono
più complicate e meno credibili, a meno che non sia
garantita una candidatura forte per "La Sinistra -
l'Arcobaleno".
Ravina di Trento, lì 22
febbraio
2008
Partito
dei Comunisti Italiani
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