Comunicato Stampa
del 10 agosto 2007

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

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Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

Oggetto: Pensioni e precariato: due pessimi protocolli 

         Due pessimi provvedimenti a distanza di pochi giorni hanno contrassegnato l'operato del governo nel corso dell'ultima decade del mese di luglio. Prima l'accordo sullo scalone ed in seguito il protocollo sul welfare indicano che il governo sta prendendo una strada contraria al programma e alla sua stessa maggioranza.

Con il primo accordo lo scalone Maroni, che nel programma sottoscritto con tutti gli alleati ci eravamo impegnati ad abolire, viene soltanto diluito nel tempo attraverso un meccanismo di scalini impropriamente chiamati quote, vincolato com'è all’innalzamento obbligatorio dell’età anagrafica.

Con il protocollo sul Welfare i rapporti di lavoro precari, previsti dalla Legge 30, vengono sostanzialmente riconfermati nella loro struttura, mentre vengono detassati gli straordinari con evidente riflesso negativo sull’occupazione. Sul contratto a termine da un lato si introduce la durata di 36 mesi e dall’altro si prevede, previo accordo presso l’ispettorato del lavoro, la possibilità di deroga senza nessuna limitazione e regolamentazione. Il combinato disposto rischia di peggiorare l’attuale regolamentazione.

I lavoratori e i pensionati hanno votato l’Unione perché nel programma era scritto chiaramente che si sarebbe superato il precariato e che sulle pensioni non si sarebbe operato alcun innalzamento d’età. E’ in gioco la credibilità del centrosinistra, che deve ritrovare la bussola nel rispetto del programma sottoscritto da tutte le forze di centrosinistra.

Proprio perché il Protocollo sul Welfare e l’accordo sulle pensioni costituiscono un grave strappo rispetto al programma dell'Unione il Partito dei Comunisti Italiani darà battaglia nel Paese ed in Parlamento per emendarli e modificarli profondamente.

Anche la Federazione del Trentino Alto Adige del Partito dei Comunisti Italiani, già nel corso del mese di agosto, s'impegna in un'azione di mobilitazione e di partecipazione dei lavoratori e dei pensionati che porti alla consapevolezza della posta in gioco e alla richiesta di riapertura - già in sede sindacale - della trattativa per ridiscutere alcuni nodi cruciali dei contenuti dei due accordi in questione.

Il P.d.C.I., inoltre, si augura che le organizzazioni sindacali, anche a livello locale, la Cgil in particolare, sappiano reagire e non si estraneino dal senso comune dei lavoratori. Non è più possibile piegare la testa di fronte ad una politica economica che da una parte richiama ad unilaterali atti di responsabilità solo i lavoratori, proprio mentre dall'altra distribuisce miliardi e vantaggi alle imprese, che non a caso non hanno fatto mancare i complimenti più sperticati sul pessimo accordo sul precariato.

Bolzano, lì 10 agosto 2007
 

Partito dei Comunisti Italiani

Federazione Trentino Alto Adige

Il segretario regionale

Carlo Carlini