Oggetto: Il
risultato dei ballottaggi conferma l'analisi dei
Comunisti Italiani (anche per i suoi primi riverberi
bolzanini)
Mercoledì sera si è riunita la sezione di
Bolzano dei Comunisti Italiani per approfondire - dopo
il risultato dei ballottaggi - l'analisi dell'esito
delle elezioni europee ed amministrative e per
analizzare anche i primi riverberi di
tale esito rispetto alla situazione politica locale.
A livello nazionale per il P.d.C.I. i
risultati di questa tornata elettorale possono
considerarsi davvero significativi: il nostro partito
cresce e si consolida ovunque, sia in percentuale -
arrivando a toccare il 2,4% - che soprattutto in termini
assoluti, con in totale ben 160mila voti in più - pari
al 20% in più del nostro elettorato rispetto alle
europee.
Nel suo insieme anche per le forze a
sinistra del Listone il risultato è ragguardevole: la
somma delle forze di sinistra raggiunge, considerando
anche la lista Di Pietro-Occhetto, il 13%.
In termini generali il fatto politico
essenziale delle elezioni europee è a due facce: da un
lato il crollo del partito di Berlusconi, data la
redistribuzione del suo elettorato in gran parte fra Udc
e Lega Nord, non scalfisce
che marginalmente il blocco elettorale del centrodestra
- appunto solo marginalmente intaccato dalle forze
moderate di centrosinistra - dall'altro il magro
risultato del Listone - che, nonostante
l’appropriazione del simbolo dell’Ulivo e la forza
obiettiva della figura di Prodi, raccoglie solo il
31.1, contro il 32.6 alle europee del 1999 - segna il
ridimensionamento dell'ipotesi del partito riformista,
mentre la prospettiva di una sinistra da unire ne
esce rafforzata. Una sinistra molto più ampia del
cartello delle forze politiche che la compongono. La
sinistra che si è ritrovata sempre insieme sul tema
cruciale della lotta per la pace. Ma una sinistra che
non può prescindere dalle forze politiche, dalle
culture, dalle identità che la costituiscono e fra
queste, quella dei Comunisti italiani.
Per converso il risultato delle
amministrative - anche dopo i ballottaggi - segna
invece la schiacciante vittoria del centro-sinistra che,
presentandosi con la sua identità plurale, ma senza
l'artificiosa presenza del Listone, ha permesso sia
all'elettore del centro democratico sia all'elettore di
sinistra di esprimere da un lato i propri convincimenti
politici e dall'altro un chiaro no alla fallimentare
politica del centro-destra. Non più disorientati nel
dedalo del politicismo di quello che doveva essere il
"valore aggiunto" del listone e che è invece chiaramente
emerso come il frutto acerbo di una forzosa unità di
facciata, gli elettori del centro-sinistra hanno potuto
dimostrare che sono maggioranza nel Paese e che questa
maggioranza non ne può più della devastante politica del
trio Berlusconi-Fini-Bossi.
I primi effetti di tale segnale politico
si possono già vedere nelle scomposte mosse del
centro-destra: è l'ora dei "lunghi coltelli" e di
qualche "vittima sacrificale", ma non ancora quella del
"si salvi chi può". E questo, purtroppo, solo perché
alle europee il centrodestra ha sì ridimensionato il
ruolo del proprio monarca - forse ormai troppo unto
dal Signore per non rischiare di scivolare - ma ha
complessivamente retto, grazie anche a chi ha ideato un
ben strano marchingegno politico-elettorale: il
"triciclo".
Passando ad esaminare i risultati di
questa tornata elettorale nella nostra Regione si può
affermare, con senso della misura, che complessivamente
possono considerarsi positivi: sia pure a piccoli passi,
il nostro partito sta crescendo e consolida i risultati
precedentemente conseguiti con un trend positivo che
dalle precedenti europee arriva fino al 13 giugno 2004:
si è così passati dai 2746 voti delle europee del ’99
ai 3075 voti delle politiche del 2001, per arrivare agli
attuali 3681 voti.
Anche in provincia di Bolzano, rispetto
alle precedenti consultazioni del 1999, il nostro
partito è aumentato lievemente sia in percentuale (dallo
0,3% allo 0,4%) che in voti assoluti (da 810 a 1124). Ed
è anche aumentato rispetto alle politiche (dove eravamo
sempre allo 0,3%, ma con 834 voti). Non è stato invece
possibile ripetere l’exploit delle ultime
amministrative, in quanto, più che il ritorno di
Rifondazione – che ha solo ritoccato uno dei suoi
peggiori risultati e cioè proprio quello delle
precedenti europee –, si è fatto pesantemente sentire
l’effetto Lilly Gruber.
I molteplici paradossi del successo della
Gruber, che almeno in questa provincia – caso piuttosto
raro – ha permesso alla lista Uniti per l’Ulivo di
superarare abbondantemente la somma dei risultati dei
singoli partiti che la compongono, si stanno ora facendo
più visibili anche ad un osservatore tra i non più
attenti.
Il primo paradosso è stato quello di
permettere, di fatto, proprio con i suoi voti - consenso
che è stato espresso ad una giornalista che fa della
difesa dell'indipendenza della stampa uno dei suoi punti
forti - l’elezione, forse per la legge del
contrappasso, del magnate dell’editoria locale, Michl
Ebner. L’esponente della SVP è stato infatti eletto - in
base alla legge elettorale che tutela le minoranze
linguistiche - solo perché la sua lista si è collegata a
quella di Uniti per l’Ulivo.
Il secondo paradosso è stato quello di
riuscire a calamitare su di sé - una candidata di tutto
rispetto, ma comunque politicamente più sul versante
moderato del centrosinistra e le scelte compiute appena
dopo le elezioni lo hanno confermato - anche gran parte
del consenso dell'elettorato di sinistra, scatenando per
di più a livello locale - per opera di qualche impavido
esponente politico - l'improvvido quanto
strumentale tentativo di appropriarsi in modo indebito
del personale successo elettorale della stessa Gruber.
Il terzo, ma forse più veniale e
alquanto indiretto, paradosso è stato quello non di
unire le forze del centro-sinistra locale, ma di
scatenare nuovamente la bagarre sul toto-sindaco di
Bolzano. Immaginando chissà quali nuovi rapporti di
forza all'interno del centrosinistra bolzanino, non
mancano neppure autocandidature piuttosto
baldanzose. Comunque un refresh, solo più
diretto, rispetto a quanto già accaduto solo otto mesi
fa, guarda caso, anche dopo un'altra tornata elettorale,
una bagarre che rischia però di trasformarsi nel gioco
dell'estate, con tanto di eventuale estrazione finale
- dal cappello della politica dei nomi - di un qualche
ben nutrito coniglio.
Per noi, Comunisti Italiani, che
centro-destra o centro-sinistra non significano la
stessa cosa, non si tratta di nomi, ma di contenuti ed è
su questi che siamo disposti ad un confronto aperto, un
confronto che si allarghi a tutte le forze del centro
democratico e della sinistra per individuare quelle che
dovranno essere le linee portanti di un progetto per la
Bolzano del prossimo quinquennio, un progetto che per
noi Comunisti Italiani dovrà avere come assi cartesiani
i temi dello stato sociale e del lavoro.
Ma prima un invito: è il caso che si
abbandoni il metodo, da talune forze fino ad ora
seguito, fatto di fittizi annunci e di candidature a
mezzo stampa: la politica dei nomi - torniamo a ripetere
- non è nuova politica, è notabilato politico e pure
quasi sempre perdente: non è scimmiottando il
berlusconismo che si costruisce un’alternativa credibile
e noi, se del caso, come abbiamo già avuto modo di
dimostrare, non accetteremo il fatto compiuto.
Infine, tornando alle elezioni, un
duplice ringraziamento: alle elettrici e agli elettori
perché un voto ai Comunisti Italiani non è mai un voto
per caso ed alle compagne e ai compagni che hanno dato
l’anima in questa difficile campagna elettorale. Sono la
nostra forza più grande.
Partito dei Comunisti Italiani
Federazione Trentino Alto Adige
il segretario
regionale
Carlo Carlini