Oggetto: Lo
sciopero generale del 26 marzo: una grande giornata di
lotta per dire No allo smantellamento delle pensioni e
Sì ad una radicale svolta nella politica economica
Il
Partito dei Comunisti
Italiani del Trentino Alto Adige
invita tutte le
lavoratrici ed i lavoratori, gli studenti ed i
pensionati ad aderire in maniera massiccia allo sciopero
generale del 26 ottobre ed a partecipare alla
manifestazioni unitarie provinciali che si svolgeranno a
Bolzano in piazza Provincia a partire dalle 10.30 e a
Trento in piazza Duomo a partire dalle 9.00.
Di fronte alla grave
situazione economico-sociale in cui versa il Paese è
necessario invertire la rotta catastrofica seguita dal
governo Berlusconi: lo sciopero generale del 26
marzo, promosso dai
sindacati per difendere l'età pensionabile e per
rimettere al centro dell'attenzione lo sviluppo e il
lavoro, è una grande occasione di lotta per
lanciare il segnale di “un’altra Italia Possibile”.
La
controriforma delle pensioni
e la
catastrofica politica economica
seguita dal Centrodestra mostrano, ancora una volta,
il carattere antipopolare e di classe del
governo Berlusconi, che - con tutte le misure
finora messe in atto - ha penalizzato fortemente le
condizioni dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani
e sta portando allo sfascio economico il Paese.
Con l’inutile,
dannosa ed iniqua controriforma del sistema
previdenziale – nonostante l’apporto di qualche parziale
modifica di pura cosmesi – la Destra al governo cerca di
scaricare interamente sulle pensioni l’onere di ridurre
il deficit pubblico, cancella di fatto le pensioni di
anzianità, determina un ulteriore drastico abbassamento
dei futuri trattamenti pensionistici e mette a rischio
il sistema previdenziale pubblico.
Con la fallimentare politica economica
fino ad ora perseguita, fondata su meno tasse per i più
ricchi, meno vincoli per le imprese,
selvaggia precarizzazione del lavoro, tagli alle
pensioni e smantellamento delle prestazioni sociali e
sanitarie come soluzioni di tutti i problemi, la Destra
al governo
ha pesantemente favorito la crescita
delle disuguaglianze sociali, ha inciso negativamente
sul potere d'acquisto delle retribuzioni e delle
pensioni, ha bloccato la crescita economica del paese,
che sta vivendo una grave crisi di fiducia rispetto alle
possibilità di ripresa.
E' dunque più che necessario invertire la
rotta.
Contro la stagnazione
occorre rilanciare la domanda interna, condizione
essenziale per lo sviluppo della produzione industriale.
Ma rilanciare la domanda vuol dire sia contenere le
tariffe e controllare i prezzi, sia aumentare i redditi
dei lavoratori. Perciò noi Comunisti italiani sosteniamo
con forza l'idea di una nuova
scala mobile
che consenta reggere l’impatto
dell’inflazione.
Contro la recessione
occorre potenziare drasticamente gli investimenti in
ricerca e sviluppo e assumere un modello economico che
punti alla difesa dei redditi e dei diritti, e quindi
dei consumi. Ma per fare questo va riscoperto lo
Stato, nella più ampia
accezione democratica, fino agli enti locali,
come programmatore dell'economia. Più
Stato:
è questo infatti l'unico soggetto che può tutelare gli
interessi generali. E inoltre più Europa:
se l’Italia è, infatti, il fanalino di coda dell’Europa,
è l’Europa nel suo insieme ad essere in difficoltà.
Occorrono perciò politiche economiche e sociali europee
che rilancino i consumi. Ma tali politiche sono
possibili solo se si rilancia il processo di unità
europea così fortemente osteggiato da Berlusconi e da
Tremonti. Oggi in Spagna, domani in Italia:
occorre un altro governo per salvare l¹Italia dal
declino.
Bolzano, lì 24 marzo 2004
Partito
dei Comunisti Italiani
Federazione Trentino
Alto Adige
Il
segretario regionale
Carlo Carlini