Comunicato Stampa
del 24 marzo 2004

Partito dei Comunisti italiani
Federazione del Trentino Alto Adige

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Ai quotidiani ed alle emittenti radio-televisive locali

Oggetto: Lo sciopero generale del 26 marzo: una grande giornata di lotta per dire No allo smantellamento delle pensioni e Sì ad una radicale svolta nella politica economica 

Il Partito dei Comunisti Italiani del Trentino Alto Adige invita tutte le lavoratrici ed i lavoratori, gli studenti ed i pensionati ad aderire in maniera massiccia allo sciopero generale del 26 ottobre ed a partecipare alla manifestazioni unitarie provinciali che si svolgeranno a Bolzano in piazza Provincia a partire dalle 10.30 e a Trento in piazza Duomo a partire dalle 9.00.

Di fronte alla grave situazione economico-sociale in cui versa il Paese è necessario invertire la rotta catastrofica seguita dal governo Berlusconi: lo sciopero generale del 26 marzo, promosso dai sindacati per difendere l'età pensionabile e per rimettere al centro dell'attenzione lo sviluppo e il lavoro, è una grande occasione di lotta per lanciare il segnale di “un’altra Italia Possibile”.

        La controriforma delle pensioni  e la catastrofica politica economica seguita dal Centrodestra mostrano, ancora una volta, il carattere antipopolare e di classe del governo Berlusconi, che - con tutte le misure finora messe in atto - ha penalizzato fortemente le condizioni dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani e sta portando allo sfascio economico il Paese.

Con l’inutile, dannosa ed iniqua controriforma del sistema previdenziale – nonostante l’apporto di qualche parziale modifica di pura cosmesi – la Destra al governo cerca di scaricare interamente sulle pensioni l’onere di ridurre il deficit pubblico, cancella di fatto le pensioni di anzianità, determina un ulteriore drastico abbassamento dei  futuri trattamenti pensionistici e mette a rischio il sistema previdenziale pubblico.

 

Con la fallimentare politica economica fino ad ora perseguita, fondata su meno tasse per i più ricchi, meno vincoli per le imprese, selvaggia precarizzazione del lavoro, tagli alle pensioni e smantellamento delle prestazioni sociali e sanitarie  come soluzioni di tutti i problemi, la Destra al governo ha pesantemente favorito la crescita delle disuguaglianze sociali, ha inciso negativamente sul potere d'acquisto delle retribuzioni e delle pensioni, ha bloccato la crescita economica del paese, che sta vivendo una grave crisi di fiducia rispetto alle possibilità di ripresa.

 

E' dunque più che necessario invertire la rotta.

 

Contro la stagnazione occorre rilanciare la domanda interna, condizione essenziale per lo sviluppo della produzione industriale. Ma rilanciare la domanda vuol dire sia contenere le tariffe e controllare i prezzi, sia aumentare i redditi dei lavoratori. Perciò noi Comunisti italiani sosteniamo con forza l'idea di una nuova scala mobile che consenta reggere l’impatto dell’inflazione.

Contro la recessione occorre potenziare drasticamente gli investimenti in ricerca e sviluppo e assumere un modello economico che punti alla difesa dei redditi e dei diritti, e quindi dei consumi. Ma per fare questo va riscoperto lo Stato, nella più ampia accezione democratica, fino agli enti locali, come programmatore dell'economia. Più Stato: è questo infatti l'unico soggetto che può tutelare gli interessi generali. E inoltre più Europa: se l’Italia è, infatti, il fanalino di coda dell’Europa, è l’Europa nel suo insieme ad essere in difficoltà. Occorrono perciò politiche economiche e sociali europee che rilancino i consumi. Ma tali politiche sono possibili solo se si rilancia il processo di unità europea così fortemente osteggiato da Berlusconi e da Tremonti. Oggi in Spagna, domani in Italia: occorre un altro governo per salvare l¹Italia dal declino.

 

Bolzano,  lì 24 marzo 2004  

Partito dei Comunisti Italiani

Federazione Trentino Alto Adige

Il segretario regionale

Carlo Carlini