Ci sembra poco e forse anche un po’
troppo comodo limitarci ad esprimere cordoglio ai
familiari dei militari vittime dell’attentato di
Nassiriya e solidarietà a quelli che continuano ad
essere esposti ai pericoli della guerra voluta da Bush e
dai suoi ministri legati alle grandi compagnie
petrolifere. Una guerra troppo frettolosamente
dichiarata finita e vinta, alla quale il governo
Berlusconi e la sua maggioraza hanno praticamente
associato l’Italia con una spedizione che, di là
dall'asserito obiettivo umanitario, non riesce a
nascondere il desiderio di partecipare agli affari
legati alla ricostruzione e allo sfruttamento delle
risorse petrolifere dell’Iraq ed espone ad azioni
terroristiche lo stesso territorio nazionale.
L’unico modo per essere davvero vicini ai
nostri militari è ritirarli subito, chiedendo anche il
ritiro delle truppe USA ed affidando i compiti legati
all’ordine pubblico e alla ricostituzione di uno Stato
indipendente irakeno all’ONU e non certo a chi ha
scatenato questa guerra.
Confidiamo che il popolo della pace
si mobiliti e manifesti per raggiungere questo
obiettivo.