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Mentre in
Trentino si invitavano ad evitare scelte
ideologiche quanti sulla base dei dati
non potevano che essere contrari al
completamento della Valdastico, a Roma il
governo ha inserito l'opera nella "legge
obiettivo" approvata dalla propria
maggioranza. I dati, il rapporto costi-benefici?
L'opera è "di importanza strategica",
è indispensabile la "connessione
tra corridoi". Basta così, no? Non
è ideologia, si tratta di migliaia di
miliardi. E con la fine delicatezza usata
a Genova ha detto che l'opera si farà
indipendentemente dal parere della
Provincia. Sono stati anche tanto gentili
da approvare l'emendamento proposto da
Michelini che fa salve le competenze
delle province autonome a statuto
speciale (per mantenere alla Provincia di
Trento la decisione finale sull'opera).
Sono
competenze previste da una legge
costituzionale (lo statuto di autonomia)
che prevale comunque su ogni altra legge,
ma la loro riaffermazione esplicita
rafforza in qualche modo l'autorità
della Provincia. Per non farsi illusioni,
non si deve dimenticare però che tali
competenze vanno esercitate non solo in
armonia con la Costituzione ecc, ma anche
"con il rispetto (...) degli
interessi nazionali". Interessi che
il governo ha già messo sul tavolo
definendo, appunto, opere "di
importanza strategica" quelle
contenute nella legge obiettivo. E l'art.
6, punto 3, del programma per le
infrastrutture del Nord-est parla
espressamente di "indispensabile
connessione tra corridoi".
La
difesa sul piano giuridico può servire
almeno per prendere tempo, ma è sugli
interessi nazionali (quelli reali) che si
deve creare una coscienza diffusa e un
fronte sufficientemente esteso e forte da
far modificare i piani del governo. Cosa
per niente semplice, tanto più tenendo
conto degli interessi che esso
rappresenta.
Dov'è
infatti, al di là di una connessione fra
"corridoi" per niente
indispensabile, l'interesse
nazionale al completamento della
Valdastico? Accorcia di 50-60 chilometri
la distanza fra il Vicentino e la
Vallagarina, con un'opera inserita nella
legge obiettivo al valore di 1.690
miliardi stimati largamente insufficienti
già una decina di anni fa, con tre
tunnel di 14 chilometri dai costi di
gestione enormi (si pensi solo
all'aerazione, che consuma 23 mila
kilowatt di potenza) rischi di incidenti,
rischi di natura idrogeologica (elevati)
e danni ambientali nella parte non in
tunnel. Non si giustifica assolutamente
per il traffico fra i due bacini. Per il
resto, da Padova a Trento via Bassano-Valsugana
o Valdastico la distanza non cambia.
Cambia solo il pedaggio (sulla Valsugana
non c'è), e la scorrevolezza, in pratica
nella decina di chilometri fra Pergine e
Trento sui quali si riversa un traffico
locale impressionante che va risolto in
ogni caso. Il completamento della
Valdastico assorbirebbe quindi ben pochi
dei tre-quattro mila mezzi pesanti che
attraversano oggi tutta la Valsugana (per
gli altri sarebbe inutile). E comunque,
li assorbisse anche tutti, il beneficio
non giustificherebbe i costi.
Ma
il problema principale è un altro. E'
interesse nazionale investire capitali in
autostrade - peggio ancora se inutili
come la Valdastico - sottraendoli al
rinnovamento e potenziamento delle
ferrovie (Valsugana compresa) che le
metta in condizioni di diventare lo
strumento principale per il trasporto
merci non locale? Il consumo di risorse (carburante,
mezzi, manodopera, inquinamento,
territorio) è molto inferiore nel
trasporto su ferrovia. Perché insistere
nel trasporto su gomma solo perché le
ferrovie al momento si trovano
nelle condizioni disastrose cui le ha
ridotte la scelta dissennata (ma
interessata: a qualcuno ha fruttato, e
molto) di scegliere il trasporto su
gomma?
Il completamento della Valdastico è
contro gli interessi nazionali. E non si
deve accettare la confusione fra
interessi nazionali e interessi del
governo nazionale.
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