Il Completamento della Valdastico: una decisione del governo Berlusconi a danno del trasporto ferroviario

16 agosto 2001

Comunisti Italiani - Federazione di Trento

 

Mentre in Trentino si invitavano ad evitare scelte ideologiche quanti sulla base dei dati non potevano che essere contrari al completamento della Valdastico, a Roma il governo ha inserito l'opera nella "legge obiettivo" approvata dalla propria maggioranza. I dati, il rapporto costi-benefici? L'opera è "di importanza strategica", è indispensabile la "connessione tra corridoi". Basta così, no? Non è ideologia, si tratta di migliaia di miliardi. E con la fine delicatezza usata a Genova ha detto che l'opera si farà indipendentemente dal parere della Provincia. Sono stati anche tanto gentili da approvare l'emendamento proposto da Michelini che fa salve le competenze delle province autonome a statuto speciale (per mantenere alla Provincia di Trento la decisione finale sull'opera).

Sono competenze previste da una legge costituzionale (lo statuto di autonomia) che prevale comunque su ogni altra legge, ma la loro riaffermazione esplicita rafforza in qualche modo l'autorità della Provincia. Per non farsi illusioni, non si deve dimenticare però che tali competenze vanno esercitate non solo in armonia con la Costituzione ecc, ma anche "con il rispetto (...) degli interessi nazionali". Interessi che il governo ha già messo sul tavolo definendo, appunto, opere "di importanza strategica" quelle contenute nella legge obiettivo. E l'art. 6, punto 3, del programma per le infrastrutture del Nord-est parla espressamente di "indispensabile connessione tra corridoi".

La difesa sul piano giuridico può servire almeno per prendere tempo, ma è sugli interessi nazionali (quelli reali) che si deve creare una coscienza diffusa e un fronte sufficientemente esteso e forte da far modificare i piani del governo. Cosa per niente semplice, tanto più tenendo conto degli interessi che esso rappresenta.

Dov'è infatti, al di là di una connessione fra "corridoi" per niente indispensabile,  l'interesse nazionale al completamento della Valdastico? Accorcia di 50-60 chilometri la distanza fra il Vicentino e la Vallagarina, con un'opera inserita nella legge obiettivo al valore di 1.690 miliardi stimati largamente insufficienti già una decina di anni fa, con tre tunnel di 14 chilometri dai costi di gestione enormi (si pensi solo all'aerazione, che consuma 23 mila kilowatt di potenza) rischi di incidenti, rischi di natura idrogeologica (elevati) e danni ambientali nella parte non in tunnel. Non si giustifica assolutamente per il traffico fra i due bacini. Per il resto, da Padova a Trento via Bassano-Valsugana o Valdastico la distanza non cambia. Cambia solo il pedaggio (sulla Valsugana non c'è), e la scorrevolezza, in pratica nella decina di chilometri fra Pergine e Trento sui quali si riversa un traffico locale impressionante che va risolto in ogni caso. Il completamento della Valdastico assorbirebbe quindi ben pochi dei tre-quattro mila mezzi pesanti che attraversano oggi tutta la Valsugana (per gli altri sarebbe inutile). E comunque, li assorbisse anche tutti, il beneficio non giustificherebbe i costi.

Ma il problema principale è un altro. E' interesse nazionale investire capitali in autostrade - peggio ancora se inutili come la Valdastico - sottraendoli al rinnovamento e potenziamento delle ferrovie (Valsugana compresa) che le metta in condizioni di diventare lo strumento principale per il trasporto merci non locale? Il consumo di risorse (carburante, mezzi, manodopera, inquinamento, territorio) è molto inferiore nel trasporto su ferrovia. Perché insistere nel trasporto su gomma solo perché le ferrovie al momento si trovano nelle condizioni disastrose cui le ha ridotte la scelta dissennata (ma interessata: a qualcuno ha fruttato, e molto) di scegliere il trasporto su gomma?

 

Il completamento della Valdastico è contro gli interessi nazionali. E non si deve accettare la confusione fra interessi nazionali e interessi del governo nazionale.



Olivieri e la PiRuBi